I chiarimenti di gara non sono un secondo bando scritto di nascosto

Di Luca Leccisottti
C’è una prassi che negli appalti pubblici continua a riemergere con una puntualità quasi esasperante: pubblicare un bando, accorgersi dopo che qualcosa non funziona, e provare a sistemare tutto con un chiarimento. Come se la FAQ fosse una specie di cerotto procedimentale universale. Come se bastasse una risposta in piattaforma per trasformare un requisito, allungare un periodo di comprova, aggiungere una soglia di fatturato, ricalibrare la platea dei concorrenti e continuare serenamente a chiamare tutto questo “interpretazione”. No. I chiarimenti non sono un secondo bando. Non sono un disciplinare parallelo. Non sono un atto di autotutela in formato ridotto. E, soprattutto, non sono il luogo in cui la stazione appaltante può riscrivere le regole della...









