Di Stefano MANINA
Proponiamo in lettura a chi ci segue il vademecum operativo predisposto dall’Ordine degli Avvocati di Brescia che ben riassume gli oneri e le tempistiche delle procedure di TSO alla luce della recente sentenza n 157/2026 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 35 ella legge numero 833 del 1978.
In particolare il vademecum si sofferma sula difesa tecnica obbligatoria da garantire durante il trattamento sanitario obbligatorio in regime di degenza ospedaliera, alla persona interessata deve essere assistita da un difensore ed essere avvisata della facoltà di nominarne uno di fiducia e che in mancanze ne sarà designato uno d’ufficio.
Di fatto tale difesa tecnica si concretizza nella tempestiva comunicazione all’Avvocato dell’avvenuto TSO e nella sua partecipazione da remoto al colloquio tra paziente e Giudice Tutelare propedeutico alla convalida dell’ordinanza sindacale.
La omissione di tali comunicazioni determina la cessazione di ogni effetto del provvedimento e configura, salvo che non sussistano gli estremi di un delitto più grave, il reato di omissione di atti di ufficio.
Come già avevamo sottolineato nei precedenti approfondimenti anche presentando alcune circolari con le relative disposizioni fornite dai vari Tribunali il vademecum oltre a precisare i termini e le ristrette scadenze temporali ricorda che:
Spetta alla polizia locale chiedere all’interessato se intenda avvalersi di difensore di fiducia.
In caso di suo rifiuto o impossibilità sarà invece il Giudice Tutelare a procedere con la nomina del difensore d’ufficio.
Il difensore di ufficio ha l’obbligo di prestare il patrocinio e può essere sostituito solo per giustificato motivo.
Il difensore di ufficio cessa dalle sue funzioni se viene nominato un difensore di fiducia.
Tale nomina sarà al momento fatta attingendo dagli elenchi degli avvocati d’ufficio penali unico elenco attualmente disponibile utilizzando gli avvocati del turno maggiorenni liberi.
L’ordine degli Avvocati di Brescia, come anche altri in Italia si sta attivando per creare una apposita sezione di difensori civilisti esperti in materia di TSO e di creare percorsi formativi per i legali.
Il vademecum ricorda poi che si può procedere a TSO in condizioni di degenza ospedaliera solo se esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengano accettati dall’infermo e se non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere.
Nel corso del trattamento sanitario obbligatorio, l’infermo ha diritto di comunicare con chi ritenga opportuno.
IN ALLEGATO IL VADEMECUM DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BRESCIA










