Si apre in una nuova scheda

Riforma del CdS, via libera del CdM: cosa cambia e quali passaggi restano

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre lo schema di decreto legislativo sul nuovo Codice della strada, dopo la consultazione con operatori e associazioni di settore. Un passaggio rilevante nel percorso di revisione della disciplina della circolazione, che tuttavia non determina ancora l’entrata in vigore delle nuove disposizioni. Il testo dovrà acquisire i pareri previsti e tornare al Governo per l’approvazione definitiva, prima dell’emanazione e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La linea annunciata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti combina una riduzione generale degli importi delle sanzioni con misure più incisive contro le condotte pericolose. Tra gli interventi figurano il divieto di marcia a tempo indeterminato per i veicoli privi di assicurazione, il rafforzamento del recupero delle sanzioni non pagate dagli utenti stranieri e l’adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma nazionale CUDE, per agevolare la mobilità delle persone con disabilità.

Per la polizia locale assumono particolare rilievo le novità sui controlli e sulle notificazioni. Secondo quanto comunicato dal MIT, i documenti di guida e di circolazione potranno essere verificati telematicamente, superando l’obbligo di portarli con sé. Per gli accertamenti da remoto senza contestazione immediata viene inoltre annunciata la riduzione da 90 a 45 giorni del termine di notificazione dei verbali da parte dei Comuni: una modifica destinata a incidere sull’organizzazione degli uffici e sulla gestione dei procedimenti sanzionatori.

Rispetto alle ipotesi iniziali emergono anche alcune correzioni. Alcune fonti riferiscono il superamento della proposta della patente a 17 anni e della specifica sanzione per i pedoni che attraversano distratti da smartphone o cuffie, oltre a possibili ritocchi sulla ripartizione dei proventi della sanzioni. Queste Indicazioni richiedono comunque il riscontro sull’articolato approvato.

Tra le principali novità segnalate dal Governo:

  • la possibilità di esibire in formato digitale i documenti di guida e di circolazione;
  • l’innalzamento da 50 a 65 anni del limite di età fino al quale è previsto il rinnovo decennale delle patenti del gruppo 1, tra cui quelle per motocicli e autoveicoli;
  • la possibilità, per i titolari delle patenti per i veicoli pesanti e per il trasporto di persone che abbiano avviato da almeno un anno il corso di qualificazione iniziale, di guidare i veicoli per i quali è richiesta la carta di qualificazione del conducente prima del suo conseguimento;
  • per i veicoli oggetto di un richiamo di sicurezza del costruttore, l’obbligo di effettuare gli interventi entro ventiquattro mesi, in mancanza dei quali non si può procedere alla revisione né al passaggio di proprietà;
  • nuove regole di sicurezza per i pedoni, tra cui l’obbligo di cautela negli attraversamenti e di rendersi visibili, di notte, sulle strade extraurbane prive di illuminazione;
  • l’obbligo per conducenti e passeggeri dei motoveicoli di utilizzare in autostrada protezioni per la schiena e per le mani;
  • l’estensione ai cicli a propulsione dell’obbligo del casco e del contrassegno già previsto per i monopattini elettrici e, per questi ultimi, il divieto di manovre improvvise e a zig-zag e l’obbligo di documentare con una fotografia, al termine di ogni noleggio, il corretto posizionamento del mezzo;
  • l’estensione dell’accertamento a distanza delle violazioni alla sosta nelle aree riservate al carico e allo scarico delle merci e al mancato rispetto della precedenza a pedoni e ciclisti sugli attraversamenti;
  • la riduzione da 90 a 45 giorni del termine per la notifica dei verbali relativi alle violazioni accertate a distanza;
  • un criterio progressivo per le sanzioni per eccesso di velocità, che crescono per ciascun chilometro orario oltre il limite, in luogo del sistema per scaglioni;
  • la possibilità di recuperare, entro cinque anni, le sanzioni non pagate dai conducenti stranieri;
  • l’obbligo per i comuni di iscriversi alla Piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici per le persone con disabilità e nuove misure contro l’uso improprio dei contrassegni e dei permessi per le donne in gravidanza;
  • una disciplina della guida automatizzata, con la figura del controllore in grado di assumere prontamente la guida in caso di emergenza, e l’istituzione di un Osservatorio sui presupposti per la circolazione dei veicoli a guida totalmente automatizzata;
  • l’utilizzabilità come fonte di prova, nei giudizi per il risarcimento dei danni, delle riprese video e fotografiche realizzate dalle parti sul luogo e nell’immediatezza del sinistro;
  • nuovi obblighi per le imprese di trasporto sull’uso corretto del tachigrafo.

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