Fine delle incertezze. Le nuove direttive interministeriali per i controlli su strada.
Di Ilaria Salmi
Il turismo internazionale e la mobilità transfrontaliera pongono spesso gli operatori di Polizia Locale di fronte a casistiche complesse, specialmente quando si incrociano le normative nazionali, comunitarie e internazionali. Uno dei nodi più critici emersi negli ultimi tempi ha riguardato i veicoli al servizio di cittadini disabili provenienti dal Regno Unito.
Per dirimere ogni dubbio, il Ministero dell’Interno (con nota del 14 ottobre 2026 a firma del Direttore Centrale Renato Cortese) ha diramato alle Prefetture una fondamentale circolare, chiedendo espressamente che il contenuto venga esteso a tutti i Corpi e Servizi di Polizia Locale sul territorio nazionale.
La nota trasmette e rende operative le indicazioni di una circolare congiunta redatta il 28 settembre 2026 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il quadro giuridico: dal vuoto della Brexit alla soluzione internazionale
L’incertezza operativa nasceva da un fatto tecnico: a seguito della Brexit, i contrassegni rilasciati dal Regno Unito (denominati Parking Card for Disabled People o Blue Badge) avevano cessato di beneficiare del mutuo riconoscimento automatico precedentemente garantito agli Stati membri dell’UE dalla Raccomandazione 98/376/CE del Consiglio. Questa situazione aveva generato criticità e segnalazioni proprio presso gli uffici del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, rendendo necessaria una disamina anche alla luce della recente Direttiva (UE) 2024/2841 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Come devono comportarsi, dunque, gli agenti durante un controllo? I Ministeri competenti hanno chiarito che il quadro giuridico di riferimento poggia su basi più ampie rispetto a quelle puramente comunitarie. I pilastri normativi richiamati sono:
- Articolo 188 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992);
- Articolo 381 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del CdS (D.P.R. 495/1992);
- L’Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra Unione europea e Regno Unito;
- Ma soprattutto, la Risoluzione n. 97/4 della Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti (CEMT).
È proprio quest’ultimo documento a risolvere l’impasse. Essendo l’Italia e il Regno Unito entrambi membri effettivi del Forum Internazionale dei Trasporti (ITF, l’organismo che è succeduto alla CEMT), la Risoluzione 97/4 trova piena e continua applicazione. Tale accordo vincola gli Stati firmatari a concedere ai titolari di un contrassegno estero conforme al modello CEMT le medesime agevolazioni di parcheggio previste per i propri cittadini.









