Autovelox: reinviato a Bruxelles il Decreto-omologazione

Autovelox trepuzzi multa 02 km h

Di Giacomo Pellegrini

Dopo la fine del censimento nazionale sugli strumenti di controllo elettronico della velocità, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiunge un ulteriore tassello per arrivare, si spera definitivamente, a chiudere la questione relativa al corretto impiego di queste apparecchiature, dopo l’infinita querelle omologazione/approvazione che ormai da alcuni anni sta rendendo tortuoso l’accertamento delle violazioni ai limiti di velocità imposti su strada. Il nuovo passo, viene reso noto dal Ministero di Via Nomentana, consiste nell’aver trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la bozza del nuovo decreto che il governo italiano intende adottare per dirimere finalmente la questione, ai fini della sua notifica a Bruxelles nell’ambito dell’attivazione della procedura TRIS (Techical Regulation Information System), prevista dall’UE per prevenire l’insorgenza di ostacoli nel mercato interno prima che si concretizzino.

Come precisato nella nota ministeriale, sarà ora necessario attendere un periodo di almeno 90 giorni dalla notifica comunitaria, la c.d. clausola “stand & still”, oltre al rilascio del già richiesto parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, prima di poter adottare il provvedimento definitivo. Al momento non è stato ancora divulgato il testo dell’atto da trasmettere a Bruxelles, ma tutto fa presupporre che il contenuto ricalchi quello che era stato già notificato il 21 marzo 2025, salvo poi essere ritirato pochi giorni dopo, nel quale era indicata, come data spartiacque, quella del 13 giugno 2017, e pertanto erano da considerarsi “omologati” gli strumenti approvati dopo tale data (coincidente con la pubblicazione del decreto n°282/2017), e prevedendo un periodo di sei mesi dall’entrata in vigore della nuova disposizione per sottoporre gli strumenti approvati in precedenza al 13 giugno 2017 alla nuova procedura per addivenire all’omologazione degli stessi.

La nota ministeriale conclude affermando che, dalle risultanze del censimento ormai concluso, soltanto poco più di 1000 apparati in uso, dei 3800 registrati sulla piattaforma, rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione in fase di adozione.

Non resta a questo punto che attendere gli atti ufficiali per capire se è cambiato qualcosa rispetto a un anno fa, oppure se verrà confermata l’impostazione adottata a suo tempo.

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