Pubblicato il Decreto del Ministero dell’Interno che ripartisce le risorse e stabilisce i criteri.
Di Michele Mavino
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 28 marzo 2025, entra in vigore il nuovo decreto interministeriale (Interno ed Economia) che disciplina le modalità di accesso ai finanziamenti statali per l’installazione di sistemi di videosorveglianza urbana, destinati ai Comuni. Il provvedimento dà attuazione alle previsioni della legge di bilancio 2023 (L. 197/2022), aggiornate dal DL 123/2023, stanziando 24,5 milioni di euro per l’anno 2024.
L’intervento rientra nell’ambito dei cosiddetti “Patti per la sicurezza urbana”, sottoscritti tra sindaci e prefetti. Il decreto definisce modalità di presentazione delle domande, criteri di valutazione, termini di ammissibilità e procedure di erogazione dei fondi.
L’obiettivo resta quello di favorire il contrasto alla criminalità diffusa e predatoria attraverso l’implementazione degli impianti di videosorveglianza, rafforzando così la sicurezza integrata nei territori.
Possono presentare domanda:
- i Comuni singoli;
- le Unioni di Comuni;
- le Associazioni tra Comuni costituite ex art. 30 del TUEL.
Per accedere al finanziamento, è necessario: aver sottoscritto un Patto per la sicurezza urbana che individui l’installazione di sistemi di videosorveglianza come obiettivo prioritario, non aver ricevuto finanziamenti nei tre bandi precedenti, disporre di un progetto approvato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, garantire la copertura finanziaria per la manutenzione degli impianti per almeno 5 anni.
Sono esclusi i progetti superiori ai 250.000 euro di contributo richiesto e gli interventi di sola sostituzione o manutenzione di impianti esistenti.
Presentazione delle domande
Le domande devono essere inviate alla Prefettura territorialmente competente entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto (quindi entro la fine del giugno 2025). Vanno utilizzati i modelli allegati al decreto e deve essere incluso almeno un progetto di fattibilità tecnica ed economica, in linea con il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). Le Prefetture dovranno poi verificare la sussistenza dei requisiti e trasmettere la documentazione al Ministero.
Criteri di valutazione
La commissione centrale (composta da prefetti e dirigenti del Ministero dell’Interno) valuta le richieste attribuendo fino a 45 punti secondo i seguenti criteri:
- Indice di delittuosità del territorio (fino a 25 punti);
- Fascia demografica del comune (da 2 a 8 punti);
- Cofinanziamento comunale proporzionale (fino a 10 punti);
- Forma associata (10 punti per unioni o associazioni di comuni).
In caso di parità, si tiene conto della situazione finanziaria dell’ente (dissesto o scioglimenti per infiltrazioni), del livello di progettazione e infine dell’ordine cronologico di arrivo della domanda.
La graduatoria definitiva sarà pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno. Il finanziamento è concesso fino a esaurimento delle risorse (24,5 milioni per il 2024), con erogazioni scaglionate in quattro tranche: 20%, 40%, 30% e 10% a stati di avanzamento lavori.
È prevista la decadenza automatica del finanziamento in caso di ritardi nell’esecutività o nella gara d’appalto, salvo proroga. Viene richiesto un collaudo finale e l’osservanza piena delle normative sugli appalti.
Come misura speciale, il decreto prevede l’assegnazione di almeno 100.000 euro al Comune di Caivano, fuori graduatoria, per un progetto già approvato, in attuazione del DL 123/2023. Un segnale simbolico e operativo per una comunità colpita da fenomeni criminali ad alta intensità.
Per i Comuni interessati si tratta di un’occasione importante, ma da affrontare con preparazione tecnica e velocità amministrativa. In un contesto dove i sistemi di videosorveglianza assumono anche un valore strategico nella gestione urbana e nella percezione di sicurezza da parte della popolazione, questi fondi possono rappresentare un volano per la riqualificazione e la deterrenza sul territorio, a patto però che vengano gestiti mantenuti in maniera adeguata, sia sotto il profilo tecnico (leggasi manutenzione continua) che normativa (con particolare attenzione all’attenzione nel trattamento dei dati in conformità alle finalità tipiche degli Enti Locali).