Rivoluzione digitale e inclusione

Cartella di file sullo schermo del computer portatile sfondo blu illustrazione digitale ai copia scaled

Nasce la piattaforma unica per la gestione delle deleghe nella PA.

Di Ilaria Sali

Il cammino verso una transizione digitale che sia davvero alla portata di tutti compie un passo decisivo grazie al nuovo provvedimento interministeriale firmato dal Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica e dal Ministro della Giustizia.

L’atto introduce nell’ordinamento una disciplina organica per il funzionamento della “Piattaforma di gestione deleghe”. Attraverso questo strumento, i cittadini potranno autorizzare un soggetto di propria fiducia ad accedere per loro conto ai vari servizi in rete della Pubblica Amministrazione. L’obiettivo di fondo è superare il divario digitale, offrendo una tutela concreta a chi non possiede dispositivi elettronici o competenze informatiche, affinché nessuno resti escluso dai diritti digitali.

La nuova regolamentazione traccia un confine nettissimo tra la sfera degli aiuti personali e quella delle attività professionali. Il meccanismo della piattaforma è concepito esclusivamente per i rapporti fiduciari privati o per i legami derivanti da tutele giuridiche, come nel caso dei genitori che agiscono per i figli minori, dei tutori, dei curatori e degli amministratori di sostegno. Anche i servizi disponibili in delega riguarderanno unicamente le piattaforme telematiche destinate ai privati cittadini, escludendo i portali per usi lavorativi o aziendali.

Per rispondere alle differenti esigenze della popolazione, l’attivazione della delega prevede diverse opzioni, combinando strumenti online e sportelli fisici. Chi possiede un’identità digitale come SPID o CIE può fare tutto autonomamente da casa, accedendo al portale web dedicato o all’applicazione IO; l’efficacia della delega decorre dal momento in cui il delegato accede a sua volta per accettare l’incarico. Per i cittadini più anziani o con gravi disabilità, la norma prevede un sistema di assistenza remota tramite videochiamata con gli operatori della piattaforma, utile a accertare l’identità e la reale volontà del delegante. Infine, chi si trova in condizioni di totale isolamento tecnologico può recarsi di persona presso il proprio Comune di residenza per sottoscrivere la richiesta davanti a un pubblico dipendente. Lo sportello municipale gestirà anche le istanze dei cittadini allettati o ricoverati: in questo caso il delegato potrà presentare la firma del delegante accompagnata da una certificazione medica ufficiale del Servizio Sanitario Nazionale, permettendo al Comune di digitalizzare la pratica e liberarsi dall’obbligo di conservare i faldoni cartacei.

Sul fronte della sicurezza e del contrasto ai potenziali abusi, il decreto fissa regole rigide per impedire che il sistema venga sfruttato per scopi professionali occulti. Un singolo cittadino non potrà ricevere più di cinque deleghe contemporaneamente e, per ciascuna di esse, dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità di operare a titolo gratuito e per motivi esclusivamente personali. Questo sbarramento numerico non si applica ai legami di rappresentanza legale prescritti dalla legge, come nel caso dei genitori o dei tutori nominati dai tribunali. Ogni singola delega avrà una validità temporale limitata a un massimo di due anni, fermo restando che entrambe le parti potranno interrompere il rapporto in qualsiasi momento tramite revoca o rinuncia.

La vera innovazione del sistema risiede nella sua capacità di far dialogare le banche dati dello Stato in tempo reale attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati. Il sistema interrogherà costantemente l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, acquisendo ogni giorno le informazioni sui decessi per bloccare immediatamente le deleghe attive in caso di scomparsa di una delle due parti.

Infine, l’impianto tutela rigorosamente la riservatezza delle operazioni e la trasparenza nei confronti del delegante. Ogni volta che il delegato effettuerà un accesso a un servizio online per conto di terzi, il sistema invierà una notifica automatica al legittimo titolare tramite il suo domicilio digitale o i recapiti inseriti. Tutte le attività confluiranno in un registro informatico protetto, i cui dati storici non saranno accessibili al pubblico, ma potranno essere estratti solo su esplicita richiesta della magistratura o degli organi di vigilanza. La transizione verso questa nuova architettura avverrà in modo graduale a partire dal 15 ottobre 2026, seguendo un calendario di rilascio progressivo dei vari moduli di servizio sul portale istituzionale.

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