Nella seduta di martedì 14 luglio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di un nuovo DISEGNO DI LEGGE: recante Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno
Il provvedimento già ribattezzato Decreto Anti Maranza è stato adottato sulla scia di alcuni recenti fatti di cronaca che hanno visto come protagonisti negativi bande di giovan adolescenti.
Ci riferiamo in particolare all’aggressione perpetrata qualche settimana fa da un folto gruppo di teenagers a danno di due pattuglie di polizia locale a Roma nei pressi del Colosseo e alla successiva risposta delle forze di polizia che in maniera congiunta hanno dato lugo ad una serie di controlli a tappeto che hanno portato a numerose denunce ed arresti di minorenni.
Stando alle parole del Ministro Piantedosi i punti salienti del nuovo provvedimento sarebbero l’ introduzione di una nuova ipotesi di avviso orale da parte del Questore con il quale si dispone altresì il divieto di aggregazione in occasione di ‘movide’ o circostanze simili che danno luogo a situazioni che costituiscono una grave minaccia per l’ordine alla sicurezza pubblica”.
Il provvedimento scatterà quando cinque o più persone, anche in gruppo, tengono, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, comportamenti intimidatori, di grave molestia o violenti contro persone o cose, e sarà accompagnato dal divieto di radunarsi con una o più delle stesse persone per chi sia stato già destinatario, nei cinque anni precedenti, di misure di prevenzione o di provvedimenti a tutela della sicurezza urbana, o sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luogo pubblico.
Tra le misure previste ci sarebbe un’ulteriore stretta definita “anti-maranza”: infatti verrebbe data la possibilità di allargare in determinate circostanze la possibilità di effettuare il fermo preventivo con la possibilità di accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia, ai fini dell’identificazione, estendendolo anche ai soggetti minorenni e prevedendo la sua attivazione non solo in occasione di manifestazioni pubbliche, ma anche durante l’esecuzione di operazioni di polizia destinate alla prevenzione di determinati reati che turbano l’ordine pubblico in luoghi caratterizzati da ingente flusso di persone compresi quelli della cosiddetta movida.
Condizione necessaria è però la sussistenza di un fondato motivo che i soggetti attenzionati possano porre in essere condotte di pericolo per la sicurezza pubblica in relazione a specifiche circostanze di tempo e luogo quali il possesso di armi o di oggetto pericolosi o la presenza di precedenti per reati contro la persona o il patrimonio, in materia di stupefacenti o di armi.
Inoltre viene esteso anche al reato di danneggiamento la possibilità di arresto facoltativo differito quando compito da più di 5 persone.
Viene poi prevista la procedibilità d’ufficio del reato di lesioni personali nei confronti di ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni anche ai casi di lesioni lievi o lievissime.
Infine viene introdotta l’esclusione della responsabilità civile indipendentemente da eventuali condanne penali per eccesso colposo di legittime difesa per la vittima di alcuni reati quali rapina, furto in abitazione e violenza sessuale.
Sempre sul piano penale, sono introdotte due nuove circostanze aggravanti comuni: la prima riguarda i delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale commessi ai danni dei giornalisti nell’esercizio o a causa della loro attività e dei direttori di testata; la seconda colpisce chi oltre a violare un provvedimento di rimpatrio o il divieto di reingresso nel territorio dello Stato commette un delitto.
Il provvedimento rafforza poi il contrasto alle occupazioni arbitrarie di immobili, estendendo la procedura accelerata che consente alle forze di polizia di liberare rapidamente l’immobile occupato e di reintegrare l’avente diritto nel possesso: tale procedura, oggi riservata al caso in cui l’immobile sia l’unica abitazione effettiva del denunciante, viene resa applicabile a tutte le ipotesi di occupazione arbitraria.
Sul fronte della prevenzione del disagio giovanile e del sostegno alle famiglie nella funzione educativa, è istituita, nell’ambito dei Centri per la famiglia, una rete territoriale dell’alleanza educativa, in raccordo con le istituzioni scolastiche e le realtà del territorio, e sono promossi progetti volti a contrastare la povertà educativa e l’emarginazione sociale.








