di Stefano MANINA
Nella seduta del 29 gennaio scorso il Consiglio dei ministri ha deliberato di autorizzare il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo in relazione al’ ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il personale non dirigenziale del comparto Funzioni locali, triennio 2022-2024, destinata a circa 500mila dipendenti.
Ricordiamo che tale ipotesi era stata sottoscritta il 3 novembre 2025 dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e dalle Organizzazioni e Confederazioni sindacali di categoria, eccezion fatta per la CGIL, che secondo le indiscrezioni di stampa rimanendo sulle sue posizioni, non sottoscriverà neanche l’accordo definitivo.
Nell’ intanto la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e il Comitato di settore Autonomie locali hanno espresso il loro parere favorevole.
Come è noto la genesi di tale accordo è stata piuttosto difficile con spaccatura del fronte sindacale e contrapposizioni con la parte datoriale dovute alle ristrettezze economiche e alle limitazioni finanziarie che non hanno consentito di garantire ai lavoratori un adeguamento economico in linea con l’inflazione reale.
Dal punto di vista normativo come ricordato dallo stesso Ministro il testo contrattuale interviene in particolare su relazioni sindacali e innovazione; orario flessibile e sostenibile, ora previsto anche a beneficio dei “familiari fino al primo grado di studenti del primo ciclo dell’istruzione con DSA che siano impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa; ordinamento professionale, con interventi mirati in particolare a mettere a disposizione degli enti senza la dirigenza degli strumenti di incentivazione del personale; patrocinio legale in caso di aggressioni; tutele sociali e sanitarie; assenze per malattia in caso di gravi patologie richiedenti terapie salvavita, con la previsione che, in tali casi, sono esclusi dal computo delle assenze per malattia, ai fini della maturazione del periodo di comporto, i relativi giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital, accessi ambulatoriali, nonché i giorni di assenza dovuti all’effettuazione delle citate terapie, visite specialistiche, esami diagnostici e follow-up specialistico.
Nulla ma proprio nulla è detto e previsto per la Polizia Locale con buona pace di tutte le parole fatte sulla necessità di un maggiore riconoscimento del ruolo strategico della categoria e dell’invocato maggiore impiego in materia di sicurezza urbana.
Per quanto riguarda la parte economica l’ipotesi riconosce incrementi retributivi lordi a regime pari a circa 136 euro mensili medi per tredici mensilità, corrispondenti al 5,78% sul monte salari 2021, con la parte prevalente (5,56%) destinata alla rivalutazione della retribuzione tabellare, cui si aggiungono, a decorrere dall’anno 2025, ulteriori elementi di incremento del trattamento accessorio.
I prossimi passaggi dell’iter di approvazione del contratto sono la trasmissione del testo alla Corte dei conti che ne certificherà la sostenibilità e correttezza economica e finanziaria nel termine di 15 giorni lavorativi.
Dopo di che il CCNL tornerò nelle mani dell’ARAN che convocherà i sindacati per la sottoscrizione definitiva e i contratti entreranno ufficialmente in vigore.
Il presidente Naddeo ha ipotizzato che questo passaggio finale si concluderà nella settimana tra il 23 e il 28 febbraio 2026.
Ciò vuol dire che con tutta probabilità nello stipendio del mese di marzo i lavoratori si vedranno ritoccato lo stipendio e riconosciute ben 28 mensilità di arretrati….. perfettamente in linea con la tanto sbandierata efficacia e efficienza della Pubblica Amministrazione.
Nella stessa seduta il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera anche all’ipotesi di CCNL per il personale dell’Area dirigenziale delle Funzioni locali, triennio 2022-2024, sottoscritta in data 11 novembre 2025.
Anche il contratto dell’area dirigenziale sarà soggetto alle verifiche e all’iter di approvazione su indicato che porterà alla sua sottoscrizione definitiva più o meno negli stessi tempi di quello del personale non dirigente.










