Addio alle frontiere per le prove digitali: la rivoluzione dell’e-evidence entra nel processo penale

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Di Ilaria Salmi

Il confine tra mondo fisico e digitale non è mai stato così sottile, e da oggi anche la giustizia penale italiana ne prende atto ufficialmente.

Con la pubblicazione della Relazione n. 25/2026, l’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione ha tracciato la rotta per l’applicazione del d.lgs. n.215/2025, l’atto che recepisce il pacchetto europeo sull’e-evidence.

Si tratta di una riforma strutturale che promette di cambiare radicalmente il modo in cui magistrati e forze dell’ordine acquisiscono email, chat e dati di traffico custoditi sui server dei giganti del tech.

Fino a ieri, ottenere un dato informatico da un provider con sede all’estero  significava attivare la complessa macchina della cooperazione internazionale: rogatorie e ordini...

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