Videopodcast – Il quaderno operantivo ANCI sul nuovo CCNL

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Di Stefano MANINA

Mettiamo a disposizione dei nostri lettori l’ultimo quaderno ANCI avente come argomento il nuovo CCNL 2022-2024, sottoscritto il 23 febbraio 2026.

Nell’intento di favorire l’interpretazione e la più adeguata applicazione del nuovo contratto il documento commenta in modo dettagliato ed esaustivo le principali novità apportate dall’ultimo contratto collettivo nazionale del comparto enti locali che disciplina sia la parte giuridica che quella economica per il periodo 1° gennaio 2022 – 31 dicembre 2024.

Infatti il Quaderno operativo, nel consueto spirito di servizio e supporto tecnico che l’ANCI fornisce ai Comuni associati, offre un’analisi dettagliata degli articoli del nuovo contratto e propone una modulistica standard per la convenzione per lo scavalco condiviso ex art. 18 CCNL 2022/2024 e per il contratto di lavoro subordinato per scavalco di eccedenza nonché uno schema per il conteggio del monte salari e uno schema di deliberazione per lo stanziamento dello 0,22% del monte salari 2021.

La stessa Anci ricorda che il nuovo contratto anche recependo istanze organizzative e di tutela derivanti dall’evoluzione non solo normativa e dagli orientamenti applicativi consolidati introduce diverse significative novità rispetto al precedente accordo 2019-2021, con un particolare focus su

– flessibilità e work-life balance: il nuovo assetto contrattuale istituzionalizza la sperimentazione della settimana corta (art. 22) rafforza le tutele economiche del lavoro agile (art. 41) integra diversi istituti contrattuali ampliando le ipotesi di fruizione di benefici per il lavoratore, nell’intento di armonizzare le esigenze organizzative con il benessere del dipendente;

-gestione dell’invecchiamento del personale dipendente: l’introduzione delle politiche di Age Management (art. 38) rappresenta un’innovazione sistematica rivolta a contrastare il fenomeno del logoramento del personale ed a garantire il trasferimento intergenerazionale delle competenze, aspetto quest’ultimo già oggetto di alcune previsioni nella precedente tornata contrattuale, ora considerato in una visione allo stesso tempo più sistemica e di maggior dettaglio;

– adeguamento retributivo: attraverso il conglobamento dell’indennità di comparto e gli incrementi tabellari a regime dal 2024 (artt. 56, 60), il nuovo contratto migliora il trattamento economico e semplifica la struttura della retribuzione base, migliorandone la trasparenza. È inoltre stabilito l’innalzamento del limite massimo per l’indennità di posizione degli incarichi di EQ;

– sicurezza e tutele: la disciplina del patrocinio legale del dipendente viene rafforzata (art. 43), chiarendo che l’ente assume l’onere di difesa a condizione che non sussista un conflitto di interessi, anche potenziale; in caso di conclusione favorevole del procedimento, il rimborso deve rispettare i parametri minimi ministeriali forensi. È inoltre definita una risposta alle criticità legate alla sicurezza sul lavoro attraverso il potenziamento della difesa legale e del sostegno psicologico per i dipendenti vittime di violenza (art. 44);

– enti di minori dimensioni: il contratto affronta diverse tematiche ed istituti prevedendo nuove misure e possibilità di differenziare la loro disciplina in favore degli enti di minore dimensione, privi di dirigenza, nell’intento di rafforzarne, da un lato, l’efficienza e l’efficacia organizzativa e, dall’altro, di migliorarne l’attrattività per le migliori professionalità.

Come più volte sottolineato purtroppo il nuovo contratto non ha ampliato la sezione speciale dedicata al personale della polizia locale per il quale forse l’unica norma specifica è rappresentata dalla nuova disciplina dei turni nelle giornate festive infrasettimanali.

Non sono stati così affrontati problemi e questioni della categoria che sono rimaste volutamente irrisolti da un punto di vista giuridico né previsto un particolare riconoscimento economico.

Ma proprio alla luce delle novità contrattuale indicate da Anci viene da fare una riflessione ricordando come le stesse riguardino tutti i lavoratori dei comuni compresi quelli in divisa.

Con forza il contratto inserisce misure che mirano a tutelare il benessere organizzativo la conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze famigliari, lo smart working con particolare attenzione per il personale più anziano

E tutto ciò come si combina, specie nelle realtà piccole o medie con il lavoro della polizia locale dove l’esonero di parte del personale di polizia locale dai servizi più complessi e disagiati porterebbe alla paralisi dei Comandi stessi?

Specie con le esigenze di maggiore sicurezza, la gestione della videosorveglianza, la tutela della sicurezza urbana, il contrasto alla movida e alla baby gang, la protezione civile, il numero di manifestazioni sempre più crescente in ogni realtà, le esigenze turistiche e la spinta istituzionale ad estendere i servizi di polizia locale garantendo tutti i giorni dell’anno 24 ore su 24 o almeno anche in orario serale?

Bisognerà fare chiarezza una volta per tutte ricordando che gli operatori di polizia locale non possono mettere e togliere la divisa a piacimento ed essere considerati agenti di polizia quando bisogna escluderli da certi istituti contrattuali poco adattabili alla topologia di servizio prestato e impiegati comunali quanfo bisogna riconoscergli differenziandoli dagli altri la specificità del loro ruolo.

E ci tengo a sottolineare non è solo una questione di riconoscimento economico quanto piuttosto di benessere organizzativo quanto di tempi di riposo, godimento di ferie, conciliazione dei tempi famigliari

Ciò detto e tornando invece agli aspetti generali si ricorda che  come è noto Il contratto concerne il periodo 1° gennaio 2022 – 31 dicembre 2024, sia per la parte giuridica che per la parte economica; gli effetti decorrono dal 24 febbraio 2026, salvo diversa prescrizione dello stesso contratto.

Gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere vincolato ed automatico sono applicati dalle amministrazioni entro trenta giorni dalla data di stipulazione.

Volgendo poi lo sguardo al futuro l’Anci ricorda che il Comitato di Settore Funzioni locali approverà, a breve, il nuovo atto di indirizzo per riavviare la trattativa per il triennio 2025-2027 in cui andrà distribuito il fondo di 50 milioni ai Comuni previsto per l’armonizzazione del trattamento economico accessorio del comma 674 delle Legge di Bilancio per il 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199).

IN ALLEGATO IL QUADERNO OPERATIVO ANCI

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