Il Comandante non deve motivare l’ordine di servizio. Fine di un equivoco?

Di Giuseppe Vecchio
Con la pronuncia n. 13102/2026, la Corte di Cassazione affronta un tema particolarmente delicato nella gestione del personale della Polizia Locale: la legittimità della mobilità interna e la natura dell’ordine di servizio con cui il Comandante dispone l’assegnazione del personale a diversi ambiti operativi del Corpo.
Il provvedimento si inserisce nel consolidato orientamento che valorizza i principi di “flessibilità organizzativa” propri del pubblico impiego contrattualizzato, dove non rileva il cambiamento di mansioni del dipendente che mantiene la medesima qualifica, la stessa area professionale e il medesimo trattamento economico.
Secondo la Cassazione, il mutamento dell’ambito operativo non assume rilievo giuridico qualora le nuove attività risultino comunque riconducibili alla classificazione professionale prevista dalla contrattazione collettiva...








