La posizione dell’Anci sul nuovo CCNL.

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di Stefano MANINA

A pochi giorni dalla sottoscrizione della pre intesa sul rinnovo del CCNL del comparto Enti Locale avvenuta il 21 luglio scorso ecco tra i primi commenti quello autorevole dell’Anci che rispecchia soddisfazione ma anche preoccupazione da parte dei Sindaci.

E infatti il rinnovo del contratto dei dipendenti comunali rappresenta per i loro amministratori una medaglia a due facce.

I sindaci e per loro Filippo Vignoli sindaco di Bibbiena e delegato di Anci Toscana alla finanza locale e al personale riconoscono infatti che sia stato compiuto un importante passo avanti nel riconoscimento del valore di chi lavora nei Comuni che però nello stesso tempo comporterà un impegno molto rilevante per le amministrazioni locali.

 Il nuovo contratto avvia un percorso di armonizzazione ampiamente condiviso e rappresenta un riconoscimento importante per il personale degli enti locali ma senza risorse aggiuntive, però, il rischio è di mettere ulteriormente sotto pressione le finanze comunali.

Secondo le stime dell’Anci infatti il rinnovo del contratto peserà complessivamente sulle casse dei comuni circa 740 milioni di euro con un impatto significativo su bilanci comunali già in difficoltà

Ecco allora che dai Sindaci si alza repentina la richiesta rivolta al Governo di stanziare nella prossima legge di bilancio risorse aggiuntive rispetto a quelle già stanziate.

Sulla stessa linea d’onda è anche il vicepresidente Anci e delegato a PA e personale, Ignazio Messina che parlando a livello nazionale si dice soddisfatti per il rinnovo, ma al tempo stesso preoccupati per gli effetti sui conti degli enti.

Anci sebbene riconosca lo sforzo del Governo, che ha previsto un fondo a parziale copertura, sottolinea come siano indispensabili necessari ulteriori stanziamenti e si appella a tutte le forze politiche presenti in Parlamento.


Rispetto all’ipotesi di contratto sottoscritta la stessa infatti avvia il percorso di armonizzazione del trattamento economico accessorio dei dipendenti dei Comuni a quello degli altri comparti, semplificando le procedure di costituzione e riparto del Fondo per le risorse decentrate e traducendo sulla traduzione in norma contrattuale le modalità di riparto dei 100 milioni di euro del fondo statale destinato solo ai Comuni per la perequazione stipendiale con gli altri comparti,

Tra le novità ritenute da Anci più significative segnala l’ampliamento delle risorse per finanziare le Elevate Qualificazioni, fino al 10% delle capacità assunzionali non utilizzate  e la nuova disciplina del trattamento economico durante le ferie per il personale turnista.

Per i Sindaci però è ora fondamentale che Ministero dell’Interno adotti rapidamente il decreto di riparto delle risorse statali – richieste e ottenute dall’Anci nell’ultima legge di bilancio – e dedicate a tale armonizzazione” e pertanto l’Anci continuerà a chiedere al Governo maggiori risorse statali per colmare quel divario”.

E a questo discorso legato alle risorse economiche si lega a doppia mandata la questione Polizia Locale.

Rispetto alla quale come già evidenziato dalla nostra redazione nulla di specifico viene detto nella nuova ipotesi di contratto quasi a voler rimandare la questione al disegno di legge sulla riforma, ma che per essere realizzata abbisognerà ancora una volta di importanti trasferimenti economico da parte dello Stato verso i comuni rispetto ai quali si è intrapresa la via di scaricare in via prioritaria l’onere della sicurezza urbana.

Problema sentito e percepito come attuale dai cittadini nonchè di facile scontro e dibattito politico che però se si vuole affrontare in modo serio non con provvedimenti di facciata abbisogna delle giuste risorse stanziate in generale dallo Stato e trasferite ai comuni insieme al pesante fardello del nuovo compito istituzionale.

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