Progressioni nel pubblico impiego

La previsione del CCNL non basta a creare un diritto automatico.
Con l’ordinanza Cassazione civile, Sezione Lavoro, n. 21657/2026, pubblicata il 25 giugno 2026, la Suprema Corte tratta il rapporto tra progressione professionale, programmazione dell’amministrazione, disponibilità delle risorse e posizione giuridica del dipendente.
La vicenda nasce dal ricorso di una ricercatrice di III livello del CREA, che aveva chiesto il riconoscimento della progressione al II livello. La lavoratrice era risultata idonea in una precedente selezione e contestava all’ente sia il mancato scorrimento della graduatoria sia la mancata indizione di nuove procedure interne. La Corte d’appello aveva però escluso che l’art. 15 del CCNL degli Enti di ricerca imponesse lo scorrimento automatico oppure l’indizione obbligatoria, con cadenza biennale, delle selezioni.
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