Affidamento diretto e criteri di aggiudicazione

D.Lgs. 36/2023: analisi sistematica alla luce del recente orientamento del Supporto Giuridico della Provincia di Trento

Di Luca Leccisotti

Premessa introduttiva

L’affidamento diretto rappresenta, nel contesto dei contratti pubblici, una modalità peculiare di scelta del contraente, caratterizzata da semplicità procedurale e ampia discrezionalità amministrativa. Un recente parere del Supporto Giuridico della Provincia di Trento (parere n. 479 del 2 marzo 2025) ha affrontato con puntualità tecnico-giuridica la questione della scelta dei criteri di aggiudicazione applicabili agli affidamenti diretti previsti dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), chiarendo aspetti rilevanti per la prassi amministrativa e gli operatori economici.

Quadro normativo di riferimento

L’articolo 50 del D.Lgs. 36/2023 individua specifiche modalità operative per l’affidamento diretto, prevedendo soglie e condizioni applicative. Tuttavia, relativamente ai criteri di aggiudicazione, il medesimo articolo non prescrive modalità vincolanti, lasciando così ampio margine di discrezionalità alla stazione appaltante.

In particolare, il comma 4 dell’articolo 50 specifica che per alcune tipologie di affidamenti (lett. c, d, e) è possibile utilizzare i criteri dell’offerta economicamente più vantaggiosa o del prezzo più basso, con l’eccezione dei servizi ad alta intensità di manodopera disciplinati dall’articolo 108 comma 2. Rimane pertanto da chiarire la questione della discrezionalità amministrativa per gli affidamenti diretti ex lett. a e b dello stesso articolo 50.

Il parere n. 479/2025 del Supporto Giuridico della Provincia di Trento

Il parere della Provincia di Trento, reso in risposta a una stazione appaltante che richiedeva chiarimenti sull’applicazione del criterio del prezzo più basso per affidamenti diretti di servizi ad alta intensità di manodopera, chiarisce che l’affidamento diretto, essendo una procedura non competitiva, non richiede necessariamente un criterio specifico di aggiudicazione.

Più precisamente, il parere evidenzia che:

  • La scelta del contraente nell’affidamento diretto è rimessa interamente alla discrezionalità della stazione appaltante;
  • Non esiste un obbligo normativo di applicare criteri predeterminati come il prezzo più basso o l’offerta economicamente più vantaggiosa;
  • La stazione appaltante può basarsi su elementi economici e qualitativi discrezionali, in conformità con l’articolo 3, comma 1, lettera d) dell’Allegato I.1 del Codice.

Eccezioni normative e applicazione specifica di criteri

La norma, però, contempla alcune eccezioni specifiche. Ad esempio, l’articolo 131 del Codice impone per determinati servizi, come quelli sostitutivi di mensa, l’obbligo tassativo di adottare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa basata sul miglior rapporto qualità-prezzo. Questo specifico obbligo normativo costituisce una deroga alla generale discrezionalità della stazione appaltante nella scelta dei criteri per l’affidamento diretto.

Implicazioni operative per le stazioni appaltanti

Da un punto di vista pratico, la posizione chiarita dal parere consente una maggiore flessibilità operativa per le stazioni appaltanti che:

  • Possono scegliere liberamente il criterio ritenuto più adeguato alle specifiche esigenze contrattuali, senza essere costrette a procedure formali o predeterminate.
  • Devono tuttavia prestare attenzione agli obblighi di motivazione e trasparenza che, pur nella discrezionalità, rimangono vincolanti e necessari per garantire l’imparzialità e la tracciabilità delle decisioni amministrative.
  • Sono tenute a verificare puntualmente l’eventuale presenza di obblighi normativi specifici, come nel caso citato dall’art. 131, al fine di evitare contestazioni sulla legittimità della procedura adottata.

La giurisprudenza amministrativa e il supporto giuridico ministeriale

La discrezionalità amministrativa riconosciuta dal parere trentino trova conferma anche in precedenti orientamenti del Supporto giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che hanno ribadito l’assenza di obblighi assoluti per l’adozione di criteri specifici nell’affidamento diretto, salvo casi particolari espressamente disciplinati dal Codice.

Conclusioni

In sintesi, il chiarimento fornito dal Supporto Giuridico della Provincia di Trento nel parere n. 479 del 2025 sottolinea come l’affidamento diretto costituisca una procedura flessibile e discrezionale, che non vincola la stazione appaltante all’applicazione di criteri predeterminati di aggiudicazione, tranne nelle specifiche eccezioni imposte dal legislatore. Questo approccio consente di preservare una gestione snella ed efficiente degli affidamenti, pur garantendo il rispetto dei principi fondamentali di trasparenza, economicità e imparzialità del procedimento amministrativo.

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