La patente e un documento di guida

L’uso promiscuo del veicolo in famiglia non può mai essere una giustificazione.

Con l’ordinanza n. 13059/2026, pubblicata il 6 maggio 2026, la Seconda Sezione civile della Corte di Cassazione torna su due questioni operative particolarmente rilevanti nell’applicazione dell’art. 126-bis del Codice della strada, cioè la giustificazione dell’impossibilità di identificare il conducente e la decorrenza dei termini quando la violazione presupposta sia stata oggetto di opposizione.

La vicenda riguardava quattro verbali elevati dal Comune di Milano per omessa comunicazione dei dati del conducente. La proprietaria aveva risposto all’invito sostenendo di non essere in grado di individuare chi si trovasse alla guida, poiché il veicolo era utilizzato dai familiari – marito e figli – mentre lei si trovava a...

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