di Stefano MANINA
Si porta a conoscenza dei nostri lettori la nota della Questura di Modena Prot. nr. 0048998 con la quale vengono fornite al personale di polizia dipendente interessanti Linee guida operative sul comportamento e sulle modalità di intervento da tenere in occasione del primo intervento sui luoghi e/o nelle circostanze in cui si è verificato un reato, , nonché all’acquisizione di informazioni utili per le attività investigative, al fine di ottimizzare i successivi accertamenti e i rilievi da parte della Polizia Scientifica che interverrà sul posto.
Tali suggerimenti, fatti i necessari distinguo, possono sicuramente valere anche per il personale della polizia locale.
Infatti l’intervento dei primi operatori di qualsiasi forza di Polizia sulla scena del crimine costituisce una fase delicata, antecedente e prodomica al sopralluogo del personale della Polizia scientifica e alle indagini da svolgere, ma in grado di influenzarle in funzione della scrupolosità con cui le tracce
vengono individuate ed assicurate: riveste notevole importanza la fissazione del quadro materiale e la conseguente integrità della scena del crimine al fine di ricostruire la possibile dinamica dell’evento.
Le linee guida in commento analizzano le seguenti fasi e criticità di questo tipo di interventi.
Origine della richiesta di intervento.
Che potrà essere generato:
– da una chiamata pervenuta alla Centrale operativa;
– da un cittadino che effettua una segnalazione direttamente a una pattuglia in transito per strada;
– dal casuale incorrere sulla scena di un crimine
Informazioni preliminari essenziali da raccogliere per inoltrare richiesta di intervento della polizia scientifica.
In particolare la centrale operativa, nel richiedere l’intervento della Polizia scientifica, dovrà riferire tutte le informazioni importanti per la pianificazione dell’intervento stesso sulla base di quanto desunto e riferito dalla prima pattuglia intervenuta sul posto con particolare riguardo a
la tipologia di situazione e/o reato;
al contesto ambientale;
alla presenza di soggetti passivi attivi o terzi;
alla presenza di pattuglie o mezzi di soccorso intervenuti.
Intervento sulla scena del crimine
Invece sul luogo del fatto, in sede di primo intervento, anche in attesa dell’arrivo del personale della Polizia scientifica, la pattuglia, appurata la sussistenza della notitia criminis, attraverso un’ispezione dei luoghi da eseguirsi con tutte le cautele possibili al fine di non compromettere l’integrità delle tracce, verificherà la presenza di ogni elemento suscettibili di sviluppi investigativi.
In particolare:
Prima di procedere all’ispezione dei luoghi, dovrà acquisire quindi tutte le informazioni preliminari e, se del caso, munirsi di D.P.I. prima dell’accesso all’area.
Indossare guanti in lattice monouso e non i guanti neri in dotazione di servizio, al fine di non inquinare l’area e rendere difficoltoso il rilievo di eventuali impronte digitali.
Qualora gli operatori abbiano modificato o alterato parzialmente la scena del crimine, volontariamente o inavvertitamente, è necessario riferirlo al personale di Polizia scientifica presente sul posto, al fine di non pregiudicare l’esito del sopralluogo tecnico.
Delimitazione della scena del crimine.
Non sottovalutare la presenza di insidie invisibili (ad es. monossido di carbonio) e verificare che l’area sia stata bonificata e messa in sicurezza dagli enti competenti in caso di rischio di incendio, crollo, esplosione, minaccia NBCR.
Provvedere all’eventuale evacuazione e delimitazione dell’area, circoscrivendola con nastro bicolore, considerando che la scena del crimine sarà costituita da una zona rossa, che è il vero e proprio epicentro della condotta criminosa, in cui si trova la maggior parte dei reperti e delle tracce, e da una zona gialla che, situata nelle immediate adiacenze, sarà punto di scambio informazioni (briefing) tra i diversi Uffici interessati al sopralluogo, area tecnica per l’appoggio delle
attrezzature, vestizione e svestizione con i DPI.
Identificare le persone che hanno interagito sul luogo dell’evento ed individuare le possibili alterazioni/contaminazioni che sono state prodotte;
– concentrare le persone interessate all’evento in un’area esterna alla zona delle operazioni;
– consentire l’accesso all’area soltanto a coloro la cui presenza è strettamente necessaria;
– assicurare l’accesso alla scena del crimine secondo percorsi definiti preferibilmente utilizzando i DPI.
Particolare attenzione andrà poi prestata in caso di intervento sul posto del personale del 118 o dei Vigili del fuoco, interventi spesso indispensabili e indifferibili ma che sicuramente costituiscono uno dei momenti più delicati per la contaminazione della scena del crimine. atteso che le attività di soccorso tecnico urgente possono modificare anche significativamente lo stato dei luoghi e la disposizione degli oggetti.
Le linee guida si chiudono indicando le specifiche:
Cautele da adottare in ambienti chiusi
Cautele per interventi ove sono coinvolti mezzi di trasporto
e indicando il comportamento da tenere nei confronti di un possibile sospettato.
IN ALLEGATO LINEE GUIDA DIFFUSE DALLA QUESTURA DI MODENA










