Procedimento disciplinari: utilizzabilità delle riprese e privacy

Di Michele Mavino
L’ordinanza della Corte di Cassazione del 25 maggio affronta un tema di assoluta centralità nel diritto del lavoro contemporaneo, cioè il rapporto tra controlli difensivi del datore di lavoro, tutela della privacy del dipendente e utilizzabilità delle videoriprese ai fini disciplinari.
Il caso nasce dal licenziamento di una lavoratrice di un supermercato, accusata di aver consumato prodotti senza pagarli e di aver violato le norme igienico-sanitarie interne, fatti emersi attraverso telecamere installate da un’agenzia investigativa. La Corte d’Appello aveva ritenuto illegittimo il licenziamento, sostenendo che le riprese fossero inutilizzabili perché effettuate senza accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro e soprattutto in assenza di un concreto “fondato sospetto” che giustificasse il ricorso ai cosiddetti...









