I nuovi requisiti pensionistici per gli anni 2027 e 2028.

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di Stefano MANINA

In data 16 marzo l’Inps ha diffuso la circolare INPS 16 marzo 2026, n. 28, con  la quale sono state recepite recepisce le disposizioni della legge di bilancio 2026 e del decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Come è noto l’intervento legislativo ha previsto un adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita per il biennio 2027-2028.

Nel dettaglio tale aumento dei requisiti per accedere alla pensione sarà applicato in modo graduale: i requisiti aumentano di un mese nel 2027 e di tre mesi nel 2028.

Ne consegue che4

la pensione di vecchiaia slitterà a 67 anni e un mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028;

la pensione anticipata richiederà 42 anni e 11 mesi per gli uomini (41 anni e 11 mesi per le donne) nel 2027 e 43 anni e un mese (42 anni e un mese per le donne) nel 2028.

Sono tuttavia previste le seguenti esenzioni:

i lavoratori impegnati in attività gravose o particolarmente faticose e pesanti come i turnisti notturni, gli addetti alla catena di montaggio e le categorie usuranti elencate nel d.lgs. 67/2011 non subiranno alcun adeguamento per l’intero biennio 2027-2028,

stessa cosa varrà per i lavoratori precoci che svolgono mansioni pesanti, che mantengono il requisito contributivo ridotto a 41 anni. L’esenzione non si applica invece a chi al momento del pensionamento beneficia dell’APE Sociale.

Dal 2028 al 2030, per il personale di Forze armate, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia e Vigili del Fuoco è previsto un incremento aggiuntivo dei requisiti di accesso alla pensione graduale, con possibili esclusioni o applicazioni parziali, decise tramite decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Per quanto concerne la Polizia Locale invece non è prevista alcuna eccezione o novità.

L’ordinamento attuale infatti dal punto di vista pensionistico equipara gli operatori del settore agli altri impiegati comunali mantenendone uguali i requisiti pensionistici.

Con buona pace di tanti proclami che anche secondo il testo della Riforma della Polizia Locale in discussione non riconoscerà alcuna differenza ai poliziotti comunali.

Sicuramente non equiparandoli nei requisiti pensionistici agli appartenenti alle Forze di Polizia statali ma al massimo nella più rosea delle prospettive riconoscendo qualche forma di lavoro usurante che porterà eventualmente a qualche piccolo sconto pensionistico.

IN ALLEGATO LA CIRCOLARE INPS IN COMMENTO.

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