di Stefano MANINA
Proponiamo oggi come esempio di buone pratiche il protocollo d’intesa per la gestione delle procedure di intervento l’effettuazione di Accertamenti Sanitari Obbligatori (ASO) e Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) sottoscritto e approvato nel giugno scorso dalla Provincia Autonoma di Trento.
Il protocollo è il frutto dell’attivazione, nel 2025, di un Tavolo di lavoro riunito proprio per assicurare l’applicazione uniforme delle procedure sul territorio della provincia di Trento, secondo un modello operativo condiviso dai diversi attori istituzionali e soggetti coinvolti, nonchè definire e consolidare una cornice di riferimento chiara e condivisa, per favorire la prevenzione e la riduzione degli interventi sanitario bbligatori e per assicurarne l’efficacia e la qualità.
Protagonisti del tavolo tecnico sono stati
• Consorzio dei Comuni Trentini
• Comitato tecnico della Polizia locale
• UMST Affari generali della Presidenza e Segreteria della Giunta provinciale
• UMSE Disabilità e integrazione socio-sanitaria
• ASUIT(Dipartimento Transmurale Salute Mentale – Unità operative di Psichiatria Nord, Est
e Sud – Dipartimento Emergenza – Servizio Affari generali, Ufficio Gestione documentale del Dipartimento).
Durante i lavori del Tavolo sono state approfondite le principali criticità operative che rendono complessa l’applicazione uniforme delle procedure di ASO e TSO, e in particolare
• modalità di convincimento e accompagnamento del paziente: la necessità di definire protocolli etici e operativi per gestire l’approccio al paziente, bilanciando il rispetto della sua volontà con l’esigenza di tutela della salute e della sicurezza pubblica.
• Procedure di contenzione e sedazione: l’adozione e la regolamentazione di pratiche di contenzione fisica e farmacologica, con l’obiettivo di garantire la sicurezza del paziente e degli operatori. In particolare è stata affrontata la necessità di standardizzare le procedure per l’utilizzo di tali misure estreme, assicurando che siano sempre l’ultima risorsa e applicate nel rispetto dei diritti del paziente.
• Sicurezza e organizzazione del trasporto: la definizione di ruoli, mezzi e procedure per assicurare che il trasporto del paziente, spesso in condizioni di crisi, avvenga in un contesto di massima sicurezza e organizzazione incluse la gestione di possibili emergenze durante il trasferimento e la corretta dotazione e formazione del personale coinvolto.
• Ripartizione delle competenze tra personale sanitario e Polizia locale: la chiara delineazione delle responsabilità tra il personale medico-sanitario, che ha la competenza sulla valutazione clinica e il trattamento, e gli operatori di Polizia locale, responsabili della tutela dell’ordine pubblico ( così si legge nel documento ma chi scrive avrebbe qualcosa da obbiettare) e dell’esecuzione materiale del provvedimento col fine di evitare sovrapposizioni o lacune operative.
Il lavoro del tavolo ha così prodotto la stesura di un moderno e aggiornato protocollo operativo condiviso che tra le altre cose ha recepito la sentenza della Corte Costituzionale n. 76 del 30 maggio 2025, che riconosce il diritto delle persone sottoposte a TSO, diversamente da quanto previsto in precedenza, a ricevere comunicazione del provvedimento e ad essere ascoltate dal giudice tutelare prima della convalida dell’ordinanza disciplinandone le conseguenti procedure.
Di particolare rilievo è l’articolo del protocollo che delinea gli impegni assunti dalle varie parti.
Nello specifico per quel che riguarda le polize locali quelli assuti dal consorzio dei comuni trentini che si impegna a:
a) realizzare attività di formazione per assicurare, presso le amministrazioni comunali, una conoscenza diffusa del quadro di riferimento normativo e tecnico-sanitario e, in particolare, delle procedure operative per l’esecuzione degli interventi sanitari obbligatori;
b) divulgare, presso le amministrazioni comunali, le procedure operative relative a ASO/TSO per una loro corretta e uniforme applicazione su tutto il territorio provinciale;
c) proporre uno schema di ordinanza sindacale da rendere disponibile ai comuni trentini per favorire l’uniformità e la tempestività nella redazione del provvedimento;
d) trasmettere il presente Protocollo di Intesa ai comuni trentini, al fine di favorirne l’applicazione da parte del personale addetto al rispettivo servizio di Polizia locale e da eventuali altri servizi comunali che, su disposizione del Sindaco, provvedono:
– alla gestione degli aspetti amministrativi del procedimento;
– all’eventuale ricerca della persona destinataria dell’ordinanza sindacale di ASO/TSO anche di intesa con le Forze dell’Ordine e col supporto del personale sanitario;
– alla comunicazione diretta dell’ordinanza sindacale alla persona sottoposta allaprocedura di ASO/TSO o al legale rappresentante qualora esistente, unitamente alpersonale sanitario;
– alla notificazione dell’ordinanza sindacale all’Ufficio del Giudice Tutelare entro i termini previsti dalla legge;
– alla notifica alla persona interessata, o al legale rappresentante qualora esistente, del provvedimento giudiziario di convalida del TSO da parte del Giudice tutelare;
– alla ricerca e acquisizione del consenso della persona sottoposta a ASO/TSO, unitamente al personale sanitario;
– alla presenza fino alla conclusione della procedura di ASO e di TSO (nelle procedure di TSO ospedaliero fino all’accettazione in Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, (di seguito SPDC), al fine di tutelare la dignità, i diritti e la sicurezza della persona destinataria dell’ordinanza sindacale e la sicurezza degli operatori presenti;
– all’adozione di misure coercitive e di contenzione, qualora eventualmente necessario e unitamente al personale sanitario, adottando le modalità più idonee a garantire la dignità, i diritti, la cura e la tutela della persona in relazione alla patologia;
– all’attivazione, in caso di necessità e unitamente al personale sanitario, delle Forze dell’Ordine statali.
Dal punto di vista squisitamente operativo il protocollo d’intesa è completato da due allegati che ne costituiscono parte integrante
L’ Allegato 1, recante “Quadro di riferimento normativo e tecnico sanitario”;
Tra le indicazioni in esso contenute si evidenziano come molto significative quelle sulle procedure di trasporto del paziente, sull’uso di strumenti di coercizione fisica e quelle relative ai TSO nei confronti di minorenni “maturi”.
L’ Allegato 2 recante “Procedure per l’esecuzione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori”.
AL FINE DI APPROFONDIRE L’ARGOMENTO RIMANDIAMO ALLA LETTURA DEL TESTO COMPLETO DEL PROTOCOLLO E DEGLI ALLEGATI.










