Piccoli Comuni e Unioni

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Le proposte emendative di UNCEM nell’ambito della conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144..

Le proposte presentate da UNCEM hanno un tratto comune piuttosto evidente: cercare di rendere concretamente sostenibile l’attività amministrativa dei piccoli enti, intervenendo su istituti che, nella pratica, mostrano da tempo difficoltà applicative.

Particolarmente significativa è la proposta relativa alle Unioni di Comuni e alle Unioni montane. Da un lato si propone la soppressione dell’art. 108 della legge n. 56/2014, rimettendo allo Statuto e alle determinazioni dell’ente la disciplina dell’indennità del presidente e degli organi dell’Unione; dall’altro si interviene sul ruolo del segretario, consentendo al presidente dell’Unione di avvalersi di un segretario di fascia corrispondente alla popolazione complessiva dell’ente e prevedendo una specifica remunerazione dell’attività.

È probabilmente questo uno dei punti più interessanti del documento. L’attuale impostazione, fondata sull’utilizzo del segretario di uno dei Comuni aderenti senza ulteriori indennità, viene sostanzialmente considerata da UNCEM poco compatibile con il crescente peso amministrativo assunto dalle Unioni. La proposta riconosce quindi che alla gestione associata delle funzioni deve corrispondere anche un’adeguata struttura professionale, evitando che l’Unione venga amministrata come una semplice appendice dei Comuni che la compongono.

Ancora più evidente è l’intervento sulla carenza dei segretari comunali, problema particolarmente grave nei piccoli enti. UNCEM quantifica in circa 1.200 le sedi vacanti e propone, per il triennio 2025-2027, un percorso accelerato di accesso all’Albo, con concorso e successivo corso di 100 ore presso un Comune con almeno 5.000 abitanti. Parallelamente viene proposta la proroga fino al 2032 della possibilità di utilizzare i vicesegretari nei piccoli Comuni nei casi previsti dalla normativa.

Si tratta di misure che hanno una logica eminentemente pragmatica: non basta aumentare astrattamente il numero dei segretari se questi continuano a concentrarsi nelle sedi maggiormente attrattive. Il vero problema rimane garantire continuità amministrativa agli enti minori.

Interessanti, infine, anche le proposte riguardanti i Comuni sotto i 5.000 abitanti. Per le compravendite e successioni relative a piccoli terreni – fino a 5.000 mq e 3.000 euro di valore – si propone la possibilità di stipulare direttamente davanti al segretario comunale, eliminando i costi di registrazione e trascrizione. La finalità è favorire la regolarizzazione di particelle di modestissimo valore che spesso rimangono indivise proprio perché i costi dell’atto superano il valore del bene.

Sul versante finanziario, UNCEM propone inoltre di ampliare per i piccoli Comuni la possibilità di utilizzare i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni urbanistico-edilizie anche per manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale e per la progettazione delle opere pubbliche.

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