Concorsi pubblici

Se manca il sorteggio vero la prova orale non regge.
Di Luca Leccisotti
Nei concorsi pubblici la trasparenza non è un dettaglio di forma. È la condizione minima perché la selezione sia credibile, imparziale e giuridicamente difendibile. La sentenza del Consiglio di Stato n. 4308 del 2026 lo ricorda con estrema chiarezza, intervenendo su un tema che, a prima vista, potrebbe sembrare marginale: le modalità di assegnazione dei quesiti nella prova orale. In realtà, dietro la scelta tra sorteggio effettivo delle domande e buste numerate consegnate ai candidati si gioca un principio essenziale del diritto amministrativo: la procedura concorsuale deve essere non solo imparziale, ma anche strutturata in modo da rendere visibile, verificabile e incontestabile tale imparzialità.
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