Condannato sì, licenziato no: quando la sentenza non basta

Di Giuseppe Vecchio
La sentenza della Corte di Cassazione n.r.g. 10915/2026 affronta un tema di particolare rilievo nel pubblico impiego contrattualizzato: il rapporto tra procedimento disciplinare e condanna penale non definitiva, con specifico riferimento all’ipotesi di interdizione perpetua dai pubblici uffici.
La vicenda trae origine dal licenziamento senza preavviso di un dipendente di un’agenzia statale, disposto a seguito di una sentenza penale di primo grado che aveva irrogato, tra le altre pene accessorie, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’amministrazione aveva ritenuto tale pronuncia “sufficiente” a giustificare l’immediata risoluzione del rapporto di lavoro, configurando una giusta causa di licenziamento.
Il lavoratore impugnava il provvedimento, sostenendo l’illegittimità del recesso in assenza di una valutazione concreta della gravità dei...









