Si apre in una nuova scheda

Decreto PA verso la conversione

DecretoPA

Più spazio alle assunzioni e graduatorie quadriennali per la Polizia locale.

Di Michele Mavino

Il decreto PA compie un passaggio decisivo verso la conversione in legge. Nella seduta del 28 settembre la Camera dei deputati ha infatti approvato, con modificazioni, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali.

Il provvedimento passa ora al Senato e dovrà essere convertito entro il 6 ottobre 2026. Il voto della Camera è arrivato dopo che il Governo aveva posto la questione di fiducia sul testo uscito dalle Commissioni: la fiducia è stata approvata con 167 voti favorevoli e 93 contrari.

Al di là delle numerose disposizioni contenute in un decreto dalla struttura decisamente eterogenea, alcune misure meritano particolare attenzione da parte degli enti locali e, soprattutto, dei Comandi di Polizia locale.

Graduatorie della Polizia locale valide per quattro anni

La disposizione più direttamente riferita alla categoria è contenuta nell’articolo 2, comma 9. Fino al 31 dicembre 2028, per le procedure assunzionali dei Corpi di Polizia locale il termine previsto dall’articolo 91, comma 4, del TUEL viene fissato in quattro anni. Si tratta di una deroga rispetto alla disciplina ordinaria dell’articolo 91 del d.lgs. n. 267/2000, che stabilisce l’efficacia triennale delle graduatorie degli enti locali.

La motivazione indicata dallo stesso legislatore è quella di garantire una tempestiva ed efficace risposta alle esigenze di sicurezza del territorio comunale. Non siamo quindi semplicemente davanti a una norma tecnica sulla durata delle graduatorie. Il legislatore riconosce, almeno implicitamente, un problema ormai strutturale che vede molti Comandi in difficoltà a mantenere organici adeguati e le ordinarie procedure concorsuali non sempre consentono di sostituire con sufficiente rapidità il personale cessato.

L’allungamento della validità delle graduatorie permette invece agli enti di utilizzare più a lungo le selezioni già effettuate e può facilitare gli scorrimenti, evitando di dover ripetere continuamente costose e lunghe procedure concorsuali. Per i Comuni che dispongono di graduatorie ancora utilizzabili si tratta quindi di uno strumento potenzialmente molto importante. Occorrerà naturalmente coordinare questa possibilità con la programmazione del fabbisogno, con le capacità assunzionali dell’ente e con la disciplina generale sull’utilizzazione e sullo scorrimento delle graduatorie.

Il superamento dei vecchi tetti alla spesa di personale

La disposizione specificamente dedicata alla Polizia locale non deve però far perdere di vista una modifica di carattere generale che potrebbe avere conseguenze ancora più rilevanti. Il decreto interviene infatti sul sistema dei limiti alla spesa di personale degli enti territoriali, superando i tradizionali tetti costruiti sulla spesa storica.

In particolare viene meno, per gli enti interessati dalla nuova disciplina, il sistema fondato sui commi 557, 557-quater e 562 dell’articolo 1 della legge n. 296/2006, norme che per anni hanno costretto Comuni ed altri enti territoriali a confrontare la propria spesa di personale con parametri storici, tra cui la media del triennio 2011-2013. Il sistema delle assunzioni degli enti locali si sposta quindi sempre più verso il criterio della sostenibilità finanziaria, già introdotto dall’articolo 33 del decreto-legge n. 34/2019.

Molti Comandi hanno progressivamente perso personale, non perché sia venuta meno la necessità di agenti sul territorio, ma perché pensionamenti, mobilità e cessazioni si sono sommati negli anni ai limiti finanziari e organizzativi posti alle amministrazioni. Eliminare un tetto storico non significa naturalmente autorizzare automaticamente nuove assunzioni:. Gli enti dovranno continuare a rispettare gli equilibri di bilancio, i valori soglia e tutte le altre condizioni previste dalla legislazione finanziaria, ma viene eliminato un vincolo che, soprattutto negli enti virtuosi, poteva determinare situazioni paradossali: avere capacità finanziaria e necessità organizzativa di assumere, ma continuare a essere condizionati da un parametro costruito sulla situazione dell’ente di oltre dieci anni prima. Per i Comandi di Polizia locale potrebbe aprirsi quindi uno spazio interessante per rivedere i fabbisogni e programmare il recupero almeno parziale degli organici perduti.

Ferie non godute

Tra le disposizioni che riguardano direttamente tutto il personale pubblico, e quindi anche gli appartenenti alla Polizia locale, figura inoltre la modifica della disciplina relativa alle ferie non godute. Il tema nasce dal divieto di monetizzazione introdotto dall’articolo 5, comma 8, del decreto-legge n. 95/2012, sul quale negli anni si è sviluppato un consistente contenzioso, anche alla luce della giurisprudenza europea.

Il decreto interviene precisando le condizioni nelle quali può essere riconosciuta l’indennità sostitutiva alla cessazione del rapporto. È un tema particolarmente delicato proprio nei servizi operativi.

Nei Comandi con organici ridotti, infatti, garantire contemporaneamente servizi esterni, turnazioni, manifestazioni, controlli e fruizione integrale delle ferie può diventare oggettivamente problematico. La modifica non deve naturalmente essere interpretata come una generale possibilità di “vendere” le ferie. Il principio resta quello dell’effettiva fruizione del riposo annuale. La monetizzazione assume carattere residuale e deve essere valutata alla luce delle concrete ragioni che hanno impedito al dipendente di usufruire delle ferie prima della cessazione.

Segretari comunali e funzionalità dei piccoli enti

Il decreto contiene inoltre misure dirette a fronteggiare la carenza dei segretari comunali. Nel biennio 2026-2027 viene prevista una sessione straordinaria del corso-concorso, nei limiti delle assunzioni autorizzate, mentre nei Comuni con popolazione compresa tra 3.001 e 5.000 abitanti, qualora la procedura di pubblicizzazione della sede sia andata deserta, potranno essere nominati anche segretari iscritti nella fascia iniziale della carriera.

Una misura apparentemente distante dalla Polizia locale, ma che assume particolare rilievo nei piccoli Comuni, nei quali la difficoltà di reperire segretari comunali si traduce frequentemente in problemi organizzativi che finiscono per coinvolgere l’intera struttura amministrativa.

Quello che non è entrato nel decreto

Non tutte le richieste degli enti locali hanno però trovato accoglimento. ANCI ha espresso rammarico per la mancata approvazione di diverse proposte emendative, tra le quali quelle relative agli incarichi dirigenziali ex articolo 110 TUEL, al trattamento economico accessorio durante le ferie e ad altre questioni riguardanti la gestione del personale comunale.

Il decreto interviene infatti su alcuni dei vincoli che hanno caratterizzato la gestione del personale negli ultimi anni, ma non realizza ancora quella revisione complessiva delle regole sul personale degli enti locali che molti Comuni chiedono da tempo.

Condividi questo articolo!

Attiva il servizio per il tuo ente

L’accesso ai contenuti riservati è dedicato agli enti convenzionati. Per attivare un account o ricevere informazioni, contatta DEDA: ti seguiremo noi nella procedura di attivazione.

Scrivi a DEDA
oppure scrivi a: sales.incloud@civilianext.it