Il targhino dei monopattini: ritardi, dubbi operativi, difficoltà pratiche ed esatta collocazione

Monopattino elettrico

di Stefano Manina

Come è noto dalla mezzanotte del 17 maggio 2026 è formalmente scattato l’obbligo di dotare tutti i monopattini elettrici del certificato di identificazione meglio noto come targhino.

Tuttavia a fronte di un obbligo a tutti gli effetti entrato in vigore il sistema e la realtà non si sono fatti trovare pronti e da nord a sud la stragrande maggioranza di tali veicoli non risultano ancora in regola.

E ciò riguarda sia i monopattini di cittadini privati che quelli appartenenti alle flotte delle società di noleggio.

Negli scorsi giorni il Ministero si è affrettato a comunicare l’ingente numero di richieste pervenute e di aver rilasciato già oltre 50.000 contrassegni e a comunicare l’apertura di ulteriori sportelli anche con orari straordinari e canali di accesso per istruire la pratica.

L’associazione delle società di noleggio aveva denunciato il ritardo, richiedendo una proroga del termine richiesta che ad oggi risulta inascoltata.

A oggi il Ministero dei Trasporti non si è espresso né disponendo ulteriori rinvii né fornendo indicazioni operative per gli organi di polizia stradale.

In particolare in chi opera sulla strada è emerso il dubbio se ritenere assolto l’obbligo di targatura per i monopattini il cui interessato al controllo di polizia stradale abbia esibito la ricevuta di avvenuta richiesta, ma non sia materialmente ancora in possesso del certificato di identificazione.

A parere di chi scrive questa potrebbe essere ritenuta una soluzione di buon senso magari accompagnata con l’invito ai sensi dell’art. 180 CdS non sanzionato di esibire il contrassegno appena ottenuto ma sul punto al momento né il Ministero dell’Interno nè la Polizia Stradale o i grandi comandi di P.L. pare non si siano espressi avvallando tali soluzione operativa.

Permane così una situazione di limbo operativo in attesa di ulteriori sviluppi e chiarimenti.

Al momento si segnala solo la recentissima circolare del Ministero dell’Interno dello scorso 15 maggio con il quale è stato chiarito e ribadito che il contrassegno deve essere applicato sul monopattino in modo permanente e ben visibile di norma sull’apposito alloggiamento predisposto sul parafango posteriore e solo in mancanza di esso nella parte anteriore del monopattino sul piantone dello sterzo .

Tale alternativa deve comunque essere valutata solo in seconda battuta a condizione che l’alloggiamento posteriore non sia presente o sia inidoneo in quanto per esempio troppo piccolo o costruito con materiale anti adesivo.

Al riguardo si segnala anche che, come riportato da alcuni organi di stampa essendo il contrassegno di natura adesiva e facilmente amovibile a pochi giorni dall’entra in vigore della norma si possono riscontrare già diversi casi di monopattini dai quali l’adesivo risulta asportato non si sa se dolosamente o in modo casuale. Infatti da un punto vista tecnico risulta che spesso in caso di superfici bagnate o poco pulite l’adesivo rischia di non fare presa e di essere applicato in modo non saldo, precario o comunque facilmente rimovibile.

Sicuramente questo aspetto complica i controlli e la garanzia di sicurezza nella circolazione e fa supporre un ampio spazio alla creazione di situazioni illegali e illecite vista la facilità con la quale i contrassegni possono essere rimossi e a loro volta applicati su dispositivi elettrici diversi.

E in questo caso i controlli che già saranno gravosi in particolare per le polizie locali sui faranno più complessi lunghi con la determinazione di profili anche di natura penale.

In allegato al circolare in commento.

Condividi questo articolo!