di Stefano MANINA
Con la Circolare prot. nr. 14100/166 il Ministro dell’Interno Piantedosi a emesso una nuova direttiva avente ad oggetto il trattamento di stranieri socialmente pericolosi presso i CPR.
La circolare si pone come obbiettivo individuato come prioritario per la sicurezza nazionale il rimpatrio degli stranieri pericolosi previo trattenimento nei CPR da perseguire attraverso il loro più sollecito allontanamento per scongiurare la possibile commissione di efferati delitti.
Pertanto la direttiva richiede che venga disposto il rimpatrio con accompagnamento alla frontiera degli stranieri irregolari che per il loro comportamento possono essere ritenuti una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica.
E nelle more viene ritenuto essenziale il trattenimento nei CPR.
Il Ministro per consentire tale attività dispone che i Questori destinino risorse umane e strumentali adeguate mentre ai Prefetti viene richiesto di dare il massimo impulso alle attività manutentive dei centri per garantirne la più ampia capienza possibile.
Inoltre in caso di capienza insufficiente dovuta a temporanea inutilizzabilità di alloggi nei Cpr la direttiva dispone il trasferimento in altra struttura analoga escludendo invece la possibilità di rilascio con ordine di allontanamento del Questore.
Il ministro invita poi a perseguire con il massimo sforzo l’attività di indagine volta a individuare u responsabili di episodi di rivolta all’interno delle suddette strutture con la conseguente applicazione di quanto previsto dall’art.14 commi 1 e 7 del Decreto Legislativo 286/98
La circolare invita poi i Prefetti a stipulare con le ASL territorialmente competenti specifiche convenzioni volte a garantire la permanenza nei CPR anche dei migranti ivi condotti in assenza di visita medica per l’accertamento della vita in comunità ristretta effettuando tale visita entro le 24 ore potendo così ammettere lo straniero nella struttura.
Inoltre andranno sottoscritte convenzioni coi i Serd per l’adeguata presa in carico di migranti tossicodipendenti senza che tale loro condizione costituisca impedimento al loro trattenimento presso i centri.
Come si vede la Direttiva non è indirizzata alla Polizia Locali e in prima battuta sembrerebbe non toccarne l’operatività.
Tuttavia è opportuno darne notizia per le ripercussioni che le misure adottate possano avere da un lato richiedendo maggiore presenza sul territorio delle polizie locali al fine di sopperire alle carenze di organico della Polizia di Stato causa il maggiore impiego di loro personale in queste attività e dall’altro nel concorrere per quanti di competenza al raggiungimento di tali obbiettivi nello svolgimento delle ordinarie operazioni di polizia espletate nei confronti di cittadini stranieri irregolari.
In allegato la circolare in commento.









