Telecamere nei luoghi di lavoro

Telecamere sul lavoro

Stop alle sanzioni disciplinari senza regole.

Di Stefano Manzelli

Meglio non usare i filmati comunali per sanzionare un dipendente se l’impianto di videosorveglianza non è stato prima regolarizzato lato privacy. In caso contrario le immagini rischiano di diventare inutilizzabili con applicazione di una sanzione. Lo ha chiarito il Garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento del 12 febbraio 2026, n. 70, con il quale è stato sanzionato un comune che aveva utilizzato i filmati delle telecamere installate presso il magazzino comunale per avviare un procedimento disciplinare nei confronti di un dipendente. Il caso nasce dal reclamo del lavoratore che contestava l’utilizzo delle immagini estratte dall’impianto di videosorveglianza installato nel magazzino. Tuttavia l’impianto era stato attivato senza accordo sindacale e senza autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro, ritenendo che il magazzino non costituisse un vero e proprio luogo di lavoro.  

Secondo il Garante questa impostazione non è corretta. Quando le telecamere sono installate in aree in cui i lavoratori possono transitare o svolgere attività, anche solo occasionalmente, trova applicazione l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. La norma consente l’installazione di impianti audiovisivi dai quali possa derivare anche indirettamente il controllo dell’attività lavorativa solo previo accordo con le rappresentanze sindacali o, in alternativa, previa autorizzazione dell’Ispettorato nazionale del lavoro. In assenza di queste garanzie, il trattamento dei dati personali mediante videosorveglianza risulta privo di base giuridica e quindi illecito. Particolarmente rilevante è il passaggio relativo all’uso disciplinare delle immagini. Il Garante ricorda che i dati raccolti tramite strumenti di controllo a distanza possono essere eventualmente utilizzati anche nell’ambito del rapporto di lavoro solo se la loro acquisizione è avvenuta nel rispetto delle condizioni previste dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori. Nel caso esaminato sono emerse anche ulteriori criticità. Mancata informativa specifica ai lavoratori e valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) predisposta solo successivamente all’attivazione del sistema.

Condividi questo articolo!