In Gazzetta UFficiale il piano triennale per la promozione dei diritti e la mobilità.
Il Decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio 2026, si muove nella direzione di un percorso di attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e della più recente riforma nazionale avviata con la legge delega n. 227 del 2021.
Uno degli aspetti più interessanti del nuovo Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità riguarda proprio il progressivo rafforzamento del concetto di accessibilità integrata, tema che inevitabilmente coinvolge anche strumenti ormai centrali nella gestione della mobilità delle persone con disabilità, come il CUDE, cioè il Contrassegno Unificato Disabili Europeo.
Il decreto, pur essendo formalmente un atto programmatorio e non operativo, si inserisce infatti in un contesto normativo nel quale la mobilità accessibile viene considerata parte integrante del diritto all’inclusione sociale e alla piena partecipazione alla vita pubblica. In questa prospettiva il CUDE assume un ruolo strategico, perché rappresenta uno degli strumenti concreti attraverso cui si realizza il principio della libertà di movimento delle persone con disabilità.
Negli ultimi anni il sistema CUDE ha profondamente modificato l’approccio amministrativo alla gestione dei contrassegni invalidi. Prima dell’introduzione della piattaforma nazionale, infatti, il titolare del contrassegno che si spostava in un Comune diverso da quello di rilascio era spesso costretto a comunicare preventivamente la targa del veicolo per evitare sanzioni nei varchi ZTL o nei sistemi automatici di controllo accessi. Questo sistema generava notevoli criticità operative sia per i cittadini sia per le polizie locali, soprattutto nei grandi centri urbani caratterizzati da controlli automatizzati.
L’istituzione della piattaforma CUDE nazionale ha invece introdotto un sistema interoperabile che consente ai Comuni aderenti di verificare automaticamente la validità del contrassegno e l’associazione con la targa del veicolo utilizzato. Si tratta di una trasformazione importante anche dal punto di vista amministrativo, perché sposta il baricentro dalla logica autorizzatoria locale ad una logica di banca dati condivisa e interoperabile.
Ed è proprio qui che il nuovo Piano triennale sulla disabilità potrebbe produrre effetti molto concreti. Il documento si muove chiaramente nella direzione di una pubblica amministrazione maggiormente inclusiva, digitalizzata e accessibile. In tale contesto, sistemi come il CUDE non rappresentano più soltanto strumenti tecnici di gestione del traffico, ma diventano veri e propri strumenti di garanzia dei diritti.
Per gli enti locali questo comporta alcune implicazioni molto rilevanti. In primo luogo, la necessità di una piena integrazione tecnologica tra piattaforme CUDE, sistemi ZTL, varchi OCR e software sanzionatori. Molti Comuni hanno ancora sistemi non perfettamente interoperabili oppure procedure gestite manualmente, con conseguenti rischi di contestazioni illegittime e aggravio dei procedimenti di autotutela.
Un ulteriore aspetto importante riguarda la protezione dei dati personali. Il sistema CUDE tratta infatti dati particolarmente delicati, indirettamente riconducibili allo stato di salute della persona. Di conseguenza, l’evoluzione verso sistemi sempre più interoperabili dovrà necessariamente mantenere un equilibrio tra semplificazione amministrativa e tutela della privacy, tema che diventa centrale soprattutto in presenza di piattaforme integrate con sistemi di videosorveglianza, OCR e controllo accessi.










