di Stefano MANINA
Nella giornata del 15 gennaio il Ministro Matteo Piantedosi, ha presentato i due nuovi provvedimenti in materia di sicurezza e che secondo quanto annunciato dall’Esecutivo entro la fine di gennaio dovrebbero arrivare in Consiglio dei Ministri.
Si tratta nel dettaglio di due distinti provvedimenti.
Da una parte un decreto legge che per sua natura conterrà disposizioni urgenti per il potenziamento operativo e organizzativo del Ministero dell’Interni e delle forze di polizia.
A esso si accompagnerà un disegno di legge di ben 40 articoli dedicato a disciplinare rilevanti questioni in materia sicurezza pubblica e urbana immigrazione e protezione internazionale e funzionalità delle forze dell’ordine.
Si tratta complessivamente di un intervento sostanzioso già definito come Pacchetto sicurezza 2026 con previsioni normative tutte ancora da valutare sia dal punto di vista testuale e normativo sia per la loro effettiva e concreta applicazione da parte della polizia giudiziarie e delle autorità di pubblica sicurezza e giudiziaria.
In attesa di una più approfondita analisi che verrà condotta quando le bozze diverranno provvedimenti definitivi si evidenziano di seguito i principali interventi annunciati che più riguardano la sicurezza urbana e che quindi andranno ad interessare l’attività ordinaria dei comandi di Polizia Locale.
Secondo le prime indiscrezioni di stampa tra le prime misure adottate ci sono quelle che in gergo giornalistico sono già state ribattezzate state norme “antimaranza” volte a contrastare il fenomeno delle baby gang urbane tra cui spicca il divieto di portare e di vendere ai minori) coltelli e “armi improprie”. un divieto di porto e di vendita ai minori anche sul wub di coltelli e strumenti con lama dai 5 centimetri in su, punibile con la reclusione fino a 3 anni, con aggravante di un terzo nel caso di più persone riunite.
Non solo ma la stretta nei confronti dei fenomeni di violenza giovanile si articolerà anche con un considerevole ampliamento del catalogo dei reati per i quali sarà applicabile l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni con età compresa dai 12 ai 14 anni, includendo le fattispecie criminose di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto ovvero senza giustificato motivo”.
Ma non solo con lo scopo di rafforzare l’azione educativa e responsabilizzare i genitori o i tutori al controllo sui minori, viene introdotta per tutte le ipotesi di ammonimento del questore rivolto al minore di età superiore a 14 anni, anche una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro a “carico del soggetto tenuto alla sorveglianza del minore che non ha dimostrato di non aver potuto impedire il fatto”. E la medesima sanzione amministrativa sarà prevista anche per l’ammonimento di minorenni che hanno commesso atti persecutori o di cyberbullismo.
Viene anche ampliata la possibilità per i Prefetti di individuare le cosiddette zone rosse ovvero quelle zone caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è vietata la permanenza ed è disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati dall’Autorità giudiziaria per particolari reati.
Infatti non serviranno più motivazioni legate a casi eccezionali e urgenti, ma sarà sufficiente un’analisi delle autorità di polizia che indichi i luoghi interessati e la durata temporale per stabilire ed individuare tali le zone rosse all’interno del tessuto urbano.
E’ poi prevista l’introduzione di una nuova circostanza aggravante generica, applicabile ai delitti dolosi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale, commessi nei confronti degli iscritti all’albo dei giornalisti o dei direttori di testate giornalistiche non iscritti all’albo, durante lo svolgimento delle proprie funzioni o a causa di esse.
Interessante è poi la previsione di una sorta di scudo penale per le forze dell’ordine (la norma dovrebbe valere anche per le polizie locali) con la non iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi agisce nell’adempimento di un dovere o con l’uso legittimo delle armi.
Di particolare rilievo è poi il fatto che verrà rifinanziata anche per il triennio 2025-2028 l’installazione di sistemi di videosorveglianza nell’ambito dei Patti per l’attuazione della sicurezza urbana con impiego di risorse statali da destinare all’implementazione delle tecnologie di prevenzione e contrasto alla criminalità.
Inoltre verranno incrementate le risorse del Fondo sicurezza urbana con possibilità per i comuni di destinarlo, in parte, anche ai compensi per lavoro straordinario del personale delle polizie locali
Sicuramente interessante è poi la possibilità per i comuni di reperire risorse finanziarie per incentivare le iniziative di sicurezza urbana anche da altre fonti prime fra tutte la tassa di soggiorno e i proventi contravvenzioni stradali.
Si segala infine la previsione di tutta una serie di provvedimenti anti immigrazione per limitare ulteriormente i ricongiungimenti familiari, rendere esecutive le espulsioni di chi riceve un foglio di via.










