di Stefano MANINA
IT-ALERT LE PROROGHE DELLE SPERIMENTAZIONI
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio scorso è stata pubblicata la Direttiva 12 febbraio 2026 del Dipartimento della Protezione Civile avente ad oggetto Proroga del periodo di sperimentazione del sistema di allarme pubblico IT-Alert.
Il provvedimento di cui avevamo già dato notizia https://polizialocaledigitale.it/it-alert-le-sperimentazioni-prorogate-per-il-2026 è stato approvato durante la seduta straordinaria della Conferenza Unificata del 12 febbraio scorso, che ha ratificato la proposta del Ministro per la Protezione Civile volta alla prosecuzione della sperimentazione del sistema di allarme pubblico IT-Alert per i tre scenari di rischio non ancora entrati in operatività.
In particolarein base alle risultanze della valutazione tecnica degli esiti della sperimentazione i periodo di sperimentazione del sistema IT-Alert in relazione:
al rischio maremoto
e al rischio vulcanico dello Stromboli
sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2026.
Tali determinazioni sono state dettate da specifiche esigenze e valutazioni di ordine tecnico e in particolare per quanto concerne il rischio maremoto è emersa la necessità di rafforzare la sicurezza informatica dell’infrastruttura e di completare l’aggiornamento delle mappe di inondazione delle aree costiere attraverso il progetto PNRR MER, i cui primi rilasci sono attesi per giugno 2026. Inoltre si è reso necessario, al fine di garantire maggiore affidabilità all’allertamento, di passare a modelli decisionali probabilistici che richiedono appunto una proroga del periodo per testarne funzionalità e affidabilità.
Invece per quanto attiene lo Stromboli, la proroga è necessaria per completare il trasferimento delle responsabilità dei sistem idi early warning all’INGV e per stabilizzare la catena di trasmissione dei dati necessari all’invio dei messaggi.
Per quanto invece concerne il rischio precipitazioni intense, in base alle risultanze della valutazione tecnica degli esiti della sperimentazione e alle criticità riscontrate, la sperimentazione del sistema Aler-it viene al momento accantonata optando per la proposta del Dipartimento della protezione civile che ha suggerito in luogo dell’attivazione del sistema IT-Alert tramite il canale «cell broadcast», di mettere in esercizio una nuova e specifica applicazione dedicata la cui operatività dovrà essere garantita entro il termine di un anno.
Infatti proprio in sede di conferenza è invece risultata più complicata la situazione per la sperimentazione legata agli alert dovuti a piogge intense che per sua natura riguarda tutto il territorio nazionale in quanto la sperimentazione fino ad oggi condotta basata sull’automatismo del cell broadcast ha mostrato criticità operative non trascurabili.
La principale causa sta ne rischio di sovra allertamento dato dal fatto che secondo i dati evidenziati, nel solo anno 2024 si sono registrate circa 800 potenziali attivazioni, con conseguente perdita di credibilità del sistema e calo di attenzione da parte dei cittadini.
Per porre rimedio a tale criticità il nuovo orientamento messo a punto prevede quindi una revisione completa dell’impianto metodologico attraverso il passaggio all’utilizzo dell’App IT-Alert, affiancata da una suddivisione del territorio in 887 sottozone tecniche.
L’auspicio e la finalità di questa suddivisione zonale che punta a una maggiore precisione spaziale, e quello di cercare di superare il limite dei confini amministrativi comunali per seguire le reali dinamiche fisiche dei fenomeni meteorologici.
Inoltre è stato richiesto che la nuova zonizzazione sia coerente con i sistemi di allertamento idrogeologico già in uso, per evitare confusione operativa e non scaricare eccessive responsabilità sugli enti locali.










