IT ALERT le sperimentazioni prorogate per il 2026  

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di Stefano MANINA

Come si apprende dal sito dell’ANCI, durante l’ultima riunione in seduta straordinaria della Conferenza Unificata del 12 febbraio scorso, è stata esaminata e approvata la proposta del Ministro per la Protezione Civile volta  alla prosecuzione della sperimentazione del sistema di allarme pubblico IT-Alert per i tre scenari di rischio non ancora entrati in operatività.


Ricordiamo infatti che a tutt’ oggi tale sistema nazionale che utilizza la tecnologia cell broadcast per inviare messaggi geolocalizzati sui dispositivi mobili in caso di emergenze imminenti, operativo su base nazionale dal 2024 è utilizzato al momento solo per incidenti industriali rilevanti, collasso dighe e incidenti nucleari.

Invece sono ancora in fase di sperimentazione gli alert collegati alle situazioni di rischio derivanti da

maremoti

attività vulcanica 

precipitazioni intense.

Secondo quanto stabilito in tale sede il Ministero ha prorogato per un anno e quindi fino al 31 dicembre 2026 la fase di sperimentazione per i rischi di maremoto generato da sisma e per l’  Attività vulcanica dello Stromboli.

Tali decisioni sono state dettate da specifiche esigenze e valutazioni di ordine tecnico e in particolare per quanto concerne il rischio maremoto è emersa la necessità di rafforzare la sicurezza informatica dell’infrastruttura e di completare l’aggiornamento delle mappe di inondazione delle aree costiere attraverso il progetto PNRR MER, i cui primi rilasci sono attesi per giugno 2026. Inoltre si è reso necessario, al fine di garantire maggiore affidabilità all’allertamento, di passare a modelli decisionali probabilistici che richiedono appunto una proroga del periodo per testarne funzionalità e affidabilità.

Invece per quanto attiene lo Stromboli, la proroga è necessaria per completare il trasferimento delle responsabilità dei sistem idi early warning all’INGV e per stabilizzare la catena di trasmissione dei dati necessari all’invio dei messaggi.

In sede di conferenza è invece risultata più complicata la situazione per la sperimentazione legata agli alert dovuti a piogge intense che per sua natura riguarda tutto il territorio nazionale.

Infatti la sperimentazione fino ad oggi condotta basata sull’automatismo del cell broadcast ha mostrato criticità operative non trascurabili.

La principale causa sta ne rischio di sovra allertamento dato dal fatto che secondo i dati evidenziati, nel solo anno 2024 si sono registrate circa 800 potenziali attivazioni, con conseguente perdita di credibilità del sistema e calo di attenzione da parte dei cittadini.

Per porre rimedio a tale criticità il nuovo orientamento messo in Conferenza Unificata a punto prevede quindi una revisione completa dell’impianto metodologico attraverso il passaggio all’utilizzo dell’App IT-Alert, affiancata da una suddivisione del territorio in 887 sottozone tecniche.

L’auspicio e la finalità di questa suddivisine zonale che punta  a una maggiore precisione spaziale, e quello di cercare di superare il limite dei confini amministrativi comunali per seguire le reali dinamiche fisiche dei fenomeni meteorologici.

Questo nuovo percorso di sperimentazione è risultato apprezzato dai Sindaci infatti in sede di Conferenza, l’ANCI ha espresso parere favorevole alle proroghe.

Tuttavia pur prendendo atto delle difficoltà tecniche per le piogge intense, l’Associazione ha chiesto che lo sviluppo dell’App non determini il superamento definitivo del cell broadcast, che deve restare un presidio universale e inclusivo.

Inoltre è stato richiesto che la nuova zonizzazione sia coerente con i sistemi di allertamento idrogeologico già in uso, per evitare confusione operativa e non scaricare eccessive responsabilità sugli enti locali.

DI SEGUITO

Il documento di intesa della conferenza unificata.

La relazione dul sistema IT-ALERT aggiornata.

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