Si apre in una nuova scheda

Polizia locale, la riforma prova a ricostruire un’identità

Divisa

Di Michele Mavino

Con l’approvazione definitiva del 13 ottobre della legge delega sul riordino della polizia locale (AS 1903), si apre la revisione della legge quadro n. 65/1986. Dopo quarant’anni, la categoria può ridefinire una collocazione rimasta sospesa tra amministrazione comunale e funzioni di polizia. La sfida riguarda identità, carriere e tutele, oltre alle dotazioni operative, ma dovrà misurarsi con risorse limitate, e con la resistenza di parte della stessa categoria che sperava in un ingresso nel comparto sicurezza.

La delega riconosce la specifica professionalità degli operatori e ridefinisce le funzioni delle polizie di comuni, province e città metropolitane. L’articolo 2 conserva la distinzione costituzionale rispetto alle competenze statali in materia di ordine e sicurezza pubblica, valorizzando il contributo alla sicurezza urbana senza istituire una nuova forza statale.

L’articolo 3 affida alla contrattazione nazionale le figure di agente, sovrintendente, ispettore e commissario, con declaratorie e progressioni. Si tenta così di superare la frammentazione organizzativa, ma senza automatica equivalenza con i ruoli statali: le qualifiche resteranno nelle aree di inquadramento esistenti e nei limiti delle risorse contrattuali. Apposite sezioni negoziali, anche per la dirigenza, dovranno valorizzare le peculiarità del servizio e il trattamento accessorio. Non nasce però un contratto autonomo, né sono previsti finanziamenti generalizzati per carriere e aumenti.

Per i comandanti sono previsti requisiti professionali e formativi e selezioni pubbliche mediante commissioni tecniche, valorizzando l’esperienza maturata nei corpi. L’incarico sarà a tempo determinato, con responsabilità verso il vertice dell’amministrazione nell’attuazione delle direttive sulla sicurezza urbana e nell’organizzazione del servizio.

Le tutele entrano nella disciplina ordinamentale attraverso il riordino dell’assistenza, delle coperture assicurative e infortunistiche, della causa di servizio, dell’equo indennizzo e delle classi di rischio. La valutazione dei rischi dovrà considerare aggressioni, colluttazioni e minacce armate nei servizi stradali, nei trattamenti sanitari obbligatori, nel presidio del territorio e nel contrasto al degrado. Si riconoscono così condizioni operative difficilmente assimilabili a quelle dell’impiegato comunale, ma non lo status di lavoro usurante. Per fatti di servizio legati all’uso di armi o mezzi di coazione fisica, sarà poi possibile ricorrere a un difensore di fiducia a carico dell’ente, alle condizioni e nei limiti finanziari dello stesso.

Il Governo dovrà disciplinare le funzioni di PG e di agente di pubblica sicurezza, confermando al prefetto l’attribuzione di quest’ultima qualifica e precisandone cause ostative e di perdita. Restano i limiti territoriali e delle attribuzioni, con specifiche ipotesi di intervento esterno da regolare.

Il collegamento delle sale operative al 112 e l’accesso regolato al CED del Ministero dell’interno, alla motorizzazione e al PRA miglioreranno l’efficacia del servizio. Armamento, strumenti di autodifesa e telecamere indossabili richiederanno regole, formazione e garanzie sui dati personali. La delega valorizza inoltre le regioni nella formazione, favorisce convenzioni per la sicurezza integrata e lega gli organici alle caratteristiche dei territori, considerando popolazione residente e stagionale.

Resta il nodo delle risorse.  L’articolo 6 conferma la neutralità finanziaria, salvo la specifica disciplina delle tutele assistenziali e infortunistiche. Qualifiche, dotazioni e formazione dovranno quindi convivere con i vincoli economici e assunzionali. La delega non è peraltro ancora operativa. Il Governo avrà dodici mesi dall’entrata in vigore per adottare i decreti legislativi, cui potranno seguire correttivi. La prova sarà costruire un’identità riconoscibile, coerente con le responsabilità e autonoma nella propria legittimazione, senza cercarla nell’assimilazione alle altre forze di polizia.

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