di Stefano MANINA
Nel corso di questa settimana è approdata alla Camera il disegno di legge Camera n. 1716 “Delega al Governo per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale”.
La famosa e tanto attesa riforma della polizia locale dopo il tortuoso passaggio in commissione Affari Costituzionali passa così al vaglio parlamentare che partirà dal testo uscito dai lavori della commissione con alcuni ulteriori emendamenti approvati.
L’iter di approvazione prevederà poi il passaggio al Senato e una volta che il DDL sarà approvato la questione sarà rimessa all’esecutivo che appunto sarà delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale.
Quindi al di là di alcuni slogan e titoli ad effetto qualcosa si muove ma i tempi non sono né brevi né certi anche perché il termine della legislatura è sempre più vicino.
Il tutto porterà così alla profonda revisione della disciplina recata dalla legge 7 marzo 1986, n. 65, al fine di aggiornare, riordinare e coordinare la disciplina statale vigente in materia, introducendo le necessarie disposizioni innovative.
E il punto di partenza almeno nelle intenzioni parrebbe lusinghiero se si prendono a paradigma le dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa dal Ministro dell’Interno Piantedosi intervenuto al convegno nazionale CISL FP il quale ha ribadito che: “ il ruolo della Polizia locale resta centrale. Svolge attività che spaziano dalla polizia stradale alla polizia giudiziaria, dal controllo del territorio alla prevenzione del degrado urbano, fino alla tutela dell’ambiente, del commercio e della vivibilità delle città. Oggi la crescente complessità delle esigenze di sicurezza richiede un pieno coordinamento con il sistema nazionale di sicurezza pubblica. Anche le funzioni degli operatori sono diventate più articolate. Per questo non è più rinviabile un intervento di revisione complessiva dell’ordinamento. Da qui la necessità di questa riforma, oggi in fase avanzata di discussione in Parlamento. Non si tratta di una revisione simbolica. È un disegno di legge delega che mira a garantire chiarezza di funzioni, certezza giuridica e coerenza sistematica a un settore fondamentale per la sicurezza e per la tutela della vita quotidiana delle comunità”.
Allo stato attuale però la riforma non appare né coraggiosa né soddisfacente e soprattutto non risolve l’eterno dilemma della Polizia Locale i cui operatori a oggi e probabilmente anche domani non sapranno bene quale sia la natuta della loro posizione lavorativa e ordinamentale
Infatti viere mantenuta la distinzione tra le funzioni di polizia locale e le funzioni e i compiti delle Forze di polizia dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera h), della Costituzione, della legge 1°aprile 1981, n. 121, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, e delle altre disposizioni vigenti in materia di ordine e sicurezza pubblica.
Nessun inserimento della polizia locale nella legge 121 nessuna contrattazione separata, nessuna equiparazione previdenziale il che vuol dire che i poliziotti locali andranno in pensione come i dipendenti amministrativi dei comuni mediamente 7 anni dopo carabinieri, finanzieri e questurini.
Dal punto di vista delle dotazioni strumentali relativamente all’accesso al Sistema d’Indagine del Ministero dell’Interno la norma in corso di approvazione non indica chiaramente a quali banche-dati potranno accedere gli agenti.
Infatti la delega riguarderà la “disciplina delle forme di collaborazione con le Forze di polizia dello Stato, prevedendo il collegamento tra il numero unico di emergenza 112 e le sale operative dei corpi di polizia locale e le procedure di accesso da parte di questi ultimi al Centro elaborazione dati di cui all’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, nonché le modalità di trasmissione, ai fini del loro inserimento negli archivi del predetto Centro elaborazione dati, del contenuto degli atti, delle informative e dei documenti prodotti dai corpi medesimi nel corso delle attività amministrative e di prevenzione e repressione dei reati, nonché dei dati essenziali relativi alle notizie qualificate di reato sulla base dei princìpi di onerosità,
con attribuzione delle spese all’ente locale”.
Insomma in conclusione dopo oltre 40 anni pare che forse il legislatore sia riuscito a mettere mano alla riforma della polizia locale, e di questo sicuramente gli va reso merito vincendo anche alcune resistenze di palazzo e sindacali e corporative, ma la cura rischia di essere peggio del male.
Già la scelta dell’iter legislativo non è convincente: approvare un DDL da rimandare poi al governo rischia di produrre un quadro farraginoso, non chiaro e con molte questioni interpretative e che presumibilmente saranno lasciate per strada senza giungere veramente ad una riforma organica della categoria anche in considerazione che poi le norme statali faranno ulteriore riferimento e rimando alla potestà legislativa regionale e poi saranno da attuare a livello comunale.
Il fatto che poi il disegno di legge si concluda con la consueta clausola di invarianza finanziaria non lascia presagire nulla di buono e rischia di trasformare la polizia locale in una forza dell’ordine low cost cui delegare sempre più compiti in materia di sicurezza urbana sgravando le forze dello stato e trovando il modo di far risparmiare le casse dello Stato a discapito dei comuni e dei Sindaci cui sarà sempre più addossato di garantire la pacifica convivenza sociale nei centri urbani, ma senza risorse e con personale anziano, non qualificato, non preparato, privo di mezzi e sottopagato, e presto in fuga verso altre professioni o impieghi statali.
Nel contempo anche sulla parte sindacale e contrattualistica poco si muove; in questo senso il CCNL 2022-2024 nulla ha detto riguardo alla polizia locale e anche l’atto di indirizzo e le indicazioni emerse il 27 aprile scorso dall’Aran e dalle sigle sindacali in apertura della trattativa 2025 2027 non sembrano lasciare intendere un reale riconoscimento della particolare qualifica dei lavoratori della polizia locale all’interno dei singoli enti locali…. Altro che contrattazione separata !
in allegato il DDL in discussione alla Camera-









