Scavalco d’eccedenza

Il rimborso viaggio che sembra “logico” ma non è una trasferta (e rischia di essere illegittimo.
di Luca Leccisotti
La tentazione è comprensibile: un ente utilizza un dipendente di un’altra amministrazione per colmare vuoti di organico in settori essenziali e, per rendere sostenibile la collaborazione, vorrebbe rimborsare le spese di viaggio necessarie a raggiungere la sede di servizio. Peccato che, sul piano giuridico, ciò che appare equo non coincide affatto con ciò che è qualificabile come trasferta o missione rimborsabile secondo i canoni della disciplina del rapporto di lavoro pubblico e della contabilità. La Deliberazione n. 97/2025/PAR della Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Basilicata è istruttiva perché ricostruisce con rigore due snodi che nella prassi...









