Video – Pa, stop ai buoni pasto in ferie

Mensa polizia locale

Obbiettivo dichiarato è sminare un rischio da 2 miliardi sui conti

Di Francesco De Santis

Il Governo interviene per arginare un potenziale impatto economico devastante sulle casse dello Stato. Il decreto Pa, punta a neutralizzare un rischio di esborso stimato in 2 miliardi di euro relativo agli arretrati per buoni pasto e indennità non corrisposti ai dipendenti pubblici durante il periodo di ferie.

La questione nasce dall’orientamento giurisprudenziale sancito dalla Cassazione n. 5051/2026, che ha riaperto il contenzioso sul trattamento economico spettante durante il riposo feriale. Il legislatore, con il nuovo provvedimento, chiarisce la distinzione tra le diverse componenti retributive:

  • I buoni pasto restano ancorati esclusivamente alle giornate di effettivo lavoro. Tale erogazione è dovuta solo per le prestazioni rese in presenza o in modalità smart working, escludendo categoricamente i periodi di assenza per ferie;
  • Le indennità feriali saranno invece disciplinate dai CCNL rinnovati.

L’obiettivo della norma è blindare i conti pubblici, definendo in modo univoco che il regime dei buoni pasto non rientra nel concetto di “compenso globale” da garantire durante le ferie, limitando così la portata della Cassazione n. 5051/2026 che aveva alimentato nuove pretese risarcitorie.

Il decreto stabilisce una netta separazione tra il diritto al riposo feriale e i benefici accessori come il buono pasto. Se per le indennità si rimanda alla contrattazione collettiva (CCNL), per i buoni pasto viene riaffermato il legame con la prestazione lavorativa, sventando un onere miliardario per l’erario.

La questione dei buoni pasto è particolarmente spinosa perché i dipendenti pubblici sono tanti e il conto annuale del personale elaborato dalla RGS mostra che, in un anno, i giorni di ferie utilizzati a testa sono in media 21.

E’ facile intuire la potenziale spesa miliardaria che arriverebbe da un riconoscimento generalizzato anche degli arretrati.

Ed inoltre, in alcune sentenze si chiede di garantire, durante le ferie i buoni pasto negati, invece, quando la giornata è ridotta, per esempio, da permessi, e non arriva, quindi, alle 7,2 ore contrattuali.

Va ricordato che le sentenze italiane nascono da un orientamento della Corte di Giustizia Ue, chiamata a garantire il principio di effettività della tutela feriale che, al fine di non disincentivare il diritto al riposo, chiede di mantenere in quei giorni una retribuzione sostanzialmente equivalente a quella riconosciuta quando si è al lavoro.

Le implicazioni per il dipendente pubblico / concorsista:

  • Per il Dipendente è necessario prestare attenzione alla corretta rendicontazione delle giornate di servizio. La fruizione dei buoni pasto durante le ferie è da considerarsi illegittima, con conseguenti possibili recuperi somme da parte dell’amministrazione o profili di responsabilità contabile dinanzi alla Corte dei Conti in caso di erogazioni indebite autorizzate dai dirigenti;
  • Per il Concorsista il tema ricade nell’ambito del Diritto del Lavoro Pubblico (rapporto di lavoro alle dipendenze della PA) e del Diritto Amministrativo (gestione delle risorse e contenimento della spesa pubblica). È fondamentale conoscere il rapporto tra la giurisprudenza della Cassazione e la disciplina dei CCNL nella determinazione del trattamento economico.

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