Di Michele Giuliano Perrone
Il Consiglio dei Ministri, riunito in seduta comune il 21 aprile ultimo scorso, ha approvato in via definitiva, tramite il decreto legislativo, la direttiva Europea n. 2024/1203, rafforzando la tutela dell’ambiente con maggiori sanzioni penali, aggiornando difatti il quadro normativo e sanzionatorio, ossia sostituendo le precedenti direttive: la n. 2008/99/ CE e la n. 2009/123/CE.
LE PRINCIPALI NOVITA’ POSTE IN ESSERE
L’aggiornamento normativo in questione, si rende necessario al fine di un rafforzamento e di una prevenzione contro i maggiori reati ambientali perpetrati dall’uomo a scapito dell’ecosistema.
Tra le principali novità evidenziamo in queste righe i seguenti punti sui novelli reati ambientali e sulla stretta sanzionatoria:
- Commercio di prodotti inquinanti: Viene introdotto il nuovo reato di immissione sul mercato di prodotti nocivi che generano danni all’ambiente” estendendo così delle responsabilità penali ad un’intera filiera produttiva;
- Commercio di materiale inquinante: viene esteso il reato anche ai materiali e non solo ai prodotti;
- Ampliamento dell’elenco dei reati ambientali con un particolare inasprimento sanzionatorio per le imprese che provochino danni all’ecosistema.
VIGILANZA SUI REATI AMBIENTALI
È stato introdotto un sistema di coordinamento su scala nazionale per il contrasto ai crimini ambientali, con una fattiva partecipazione di un nucleo specialistico dell’Arma dei Carabinieri che coinvolgerà altresì anche il Procuratore Capo presso la Corte di Cassazione.
Ci sarà inoltre un aggiornamento dei modelli di gestione e organizzazione per le imprese che lavorano nel sistema ambiente attraverso l’istituzione dei modelli organizzativi denominati 231.
CONTRASTO ALLE FRODI IN MATERIA DI GREENWASHING (ECOLOGISMO DI FACCIATA)
Oltre a recepire la direttiva attuativa Comunitaria “ut supra” il Governo, nel mese di marzo u.s., ha altresì pubblicato il decreto sulla direttiva comunitaria sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde.
Vale a dire che, a far data dal 27 settembre del corrente anno, previe sanzioni pecuniarie, civili e penali ci saranno le seguenti novità:
- Ci sarà il divieto di nomenclatura di termini “bio, green o sostenibile” senza fondamento e riscontro scientifico acclarato.
- Ci sarà l’introduzione di etichette sostenibili con certificazioni ufficiali.
- Ci sarà l’obbligo di informare il consumatore sulla durabilità dei beni che si andranno ad acquistare onde evitare la cosìdetta obsolescenza programmata.
FINALITA’ DELLE NUOVE DIRETTIVE COMUNITARIE
In breve le nuove norme recepite, mirano a preservare l’ecosostenibilità reale e dimostrabile rafforzando, difatti, il diritto penale ambientale.










