Video – La polizia locale italiana piange Francesco Imprezzabile

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di Stefano MANINA

In queste ultime ore abbiamo, ahinoi, appreso della tragica morte del collega motociclista Francesco Imprezzabile di 39 anni, in servizio presso la polizia locale di Milano.

Secondo gli organi di stampa il collega era impegnato in un servizio congiunto unitamente a personale della polizia di Stato e durante un posto di controllo stradale si è posto all’inseguimento di un suv che non si era fermato all’alt.

Non è ancora chiaro se l’agente sia caduto in modo accidentale o sia stato speronato.

A chiarire la dinamica saranno gli inquirenti e le indagini condotte da Carabinieri e Polizia di Stato sono in corso.

Ma intanto proprio gli uomini della Polizia Locale di Milano e Monza sono riusciti a rintracciare il veicolo e il suo conducente mettendoli a disposizione dell’AG.

Ma quello che purtroppo è certo è che oggi piangiamo un altro caduto in servizio appartenente alla Polizia Locale.

Infatti, purtroppo, a nulla sono serviti gli immediati soccorsi e il repentino trasporto all’ospedale Niguarda dove Francesco è purtroppo deceduto poco dopo il suo arrivo.

Tutta la nostra redazione si stringe commossa ai familiari e ai colleghi esprimendo vicinanza e cordoglio.

Possiamo solo immaginare lo strazio dei familiari per l’improvvisa perdita.

E anche per i colleghi questa tragedia e il vuoto lasciato da Francesco non saranno facili da superare.

Un episodio del genere sarà sicuramente difficile da metabolizzare e superare anche per i colleghi del suo Comando che, nonostante tutto, già oggi hanno svolto il loro servizio, sono risaliti in auto o in moto, hanno continuato a pattugliare il territorio di competenza garantendo tutela e sicurezza ai loro cittadini con professionalità e fierezza.

Questo ennesimo triste episodio ci sgomenta e ci interroga ancora una volta sia per la sua fatalità o responsabilità ( lasciamo che le indagini facciano il loro corso ) sia per le sue inevitabili conseguenze.

E’ deceduto in servizio un appartenente alla Polizia Locale, non un servitore dello Stato e quindi silenzio.

Il cordoglio e la vicinanza sono stati espressi da tutta la categoria, da tanti comandi colleghi e dalle varie associazioni professionali.

Ma poi basta, con l’esclusione dell’apparato politico amministrativo del Comune di Milano e, ad onor del vero, di qualche succinta dichiarazione di vicinanza espressa da Giorgia Meloni e dai presidenti di Camera e Senato che, quasi per pudore, gli organi di stampa hanno cercato di far passare in secondo piano.

Solo poi nel pomeriggio quando la vicenda ha avuto contorni più chiari e l’autore del reato di fuga pericolosa arrestato le dichiarazioni di cordoglio istituzionali son arrivate più forti nette e chiare a incominciare dalle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella cui va un meritato plauso e ringraziamento.

E dire che il poliziotto locale stava svolgendo un servizio a tutela della comunità del tutto simile a quello dei suoi colleghi dello Stato.

Di più, stando alle notizie di cronaca il collega era impegnato proprio in un servizio congiunto con la Polizia di Stato.

E allora chiediamoci cosa sarebbe successo se al posto di Francesco ci fosse stato un collega dello Stato.

Non per fare polemica né per speculare sulla tragedia ma solo per rendere giustizia ad un collega caduto.

Forse avremmo letto con maggiore enfasi del cordoglio e della vicinanza della premier, del ministro Piantedosi e di Crosetto o Salvini e magari l’esecutivo si sarebbe impegnato in un nuovo Decreto Sicurezza per inasprire le pene e tutelate gli operatori di polizia.

Qualche ministro si sarebbe presentato con il Prefetto in ospedale o dalla famiglia e si sarebbero organizzati funerali di Stato per omaggiare e commemorare un eroe caduto nell’adempimento del dovere

E invece silenzio ….un silenzio quasi assoluto, imbarazzante e imbarazzato ma soprattutto un silenzio nei fatti.

Da parte dello Stato e indistintamente da parte di tutte le parti politichd che si ostinano a chiudersi e trincerarsi dietro i titoli le specifiche contrattuali le forme e a non considerare anche i caduti della polizia locale come servitori dello Stato.

Si perché continuano a volerci trattare così come figli di un Dio minore.

Ma non per trascuratezza o per dimenticanza ma per una precisa volontà e disegno politico al momento assolutamente attuale e contingente.

Eh si, perché dietro a ciò ci sono le conseguenze normative e di trattamento economico nonchè le forme di risarcimento per i parenti del povero collega.

I caduti delle forze di polizia non sono tutti uguali né agli occhi delle istituzioni né a quelli del legislatore.

Tanto più in queste settimane in cui si sta discutendo e apportando la legge di riforma della polizia locale.

Che ancora una volta sembra non andare verso la direzione di un’equiparazione di trattamento tra gli appartenenti delle forze dell’ordine…nè in servizio, né in vita e ahimè né in caso di decesso.

Appare difficile raccontare ad un osservatore estero che due poliziotti impiegati contestualmente nello stesso servizio vengano dalla legge e dalle istituzioni considerati trattati e risarciti in modo diverso in base alla livrea delle loro motocicletta e della divisa che indossano.

Ma tant’è.

E così, con estremo rammarico, ci troviamo a piangere il povero Francesco Imprezzabile caduto in servizio ma ucciso due volte…. dal fato o da un delinquente e dallo Stato e dalle istituzioni che fanno passare il suo sacrificio in secondo piano come un accidenti e una seccatura che rischia di complicare i loro piani nel licenziare una riforma iniqua e che non riconosce alla Polizia Locale il ruolo che effettivamente ricopre e la considerazione che merita.

Ma noi ci stringiamo con affetto attorno al nostro collega, piangiamo la sua giovane vita spezzata e lodiamo il suo sacrificio.

LAMPI BLU Francesco !

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