Le prossime modifiche al CDS al vaglio del MIT.

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di Stefano MANINA

Come si apprende dal sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo l’incontro tenutosi il 21 luglio con le principali associazioni e i soggetti rappresentativi dei settori interessati in vista della revisione del Codice della strada Il MIT la scorsa settimana  ha inviato a oltre cento operatori e associazioni di settore i materiali di lavoro del nuovo Codice della Strada per completare il processo di consultazione voluto dal Ministro delle, con l’obiettivo di arrivare a un testo che sia il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza della circolazione come priorità.

Si è aperta una nuova fase di raccolta dei contributi da parte pubblica iniziata proprio illustrando ai partecipanti le modalità per presentare osservazioni e proposte puntuali, con l’obiettivo di costruire un Codice più chiaro ed efficace, ispirato ad obiettivi di semplificazione e digitalizzazione, capace di perseguire e attuare il diritto di mobilità nel rispetto della sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Secondo quanto riferito dallo stesso Mit la prossima riforma si muoverà seguendo le seguenti direttrici

più tutele per gli utenti vulnerabili,

stretta sui veicoli senza assicurazione,

multe più proporzionate e non vessatorie,

patente a 17 anni,

obbligo di contrassegno per i cicli a propulsione,

più tutele per i motociclisti,

maggiori garanzie per i cittadini e più risorse per la sicurezza delle strade,

recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri

Con il nuovo Codice della Strada si intende introdurre l’obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma CUDE (Contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità), prevedendo, in caso di inottemperanza, l’impossibilità di utilizzare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni relative alla sosta riservata e alle ZTL.

Per i motociclisti si lavora a maggiori protezioni in autostrada e alla possibilità, in caso di incidenti o forti rallentamenti, di utilizzare la corsia di emergenza, garantendo sempre il passaggio dei mezzi di soccorso.

Allo studio anche l’introduzione della regola del sorpasso a destra in autostrada applicando la circolazione per file parallele sulle autostrade e superstrade a tre corsie, che comporterebbe la possibilità di superare a destra.

Per i cicli a propulsione, utilizzati anche per le consegne a domicilio, è allo studio l’obbligo di casco e contrassegno.

Di particolare rilievo le norme che costituiscono una nuova stretta contro chi circola senza assicurazione. Tra le novità allo studio del MIT, controlli rafforzati attraverso le banche dati della Motorizzazione e introduzione del divieto di marcia digitale. In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrà scattare direttamente il sequestro.

E’ allo studio un sistema di multe più semplici e proporzionate alla gravità effettiva delle violazioni, prevedendo al tempo stesso sanzioni più severe per i veicoli non assicurati e.

Per quanto riguarda il recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri nei cinque anni successivi alla violazione. In particolare, è prevista la possibilità di riscossione coattiva nei confronti di qualsiasi conducente si trovi a circolare in Italia sul veicolo con cui è stata commessa l’infrazione.

Viene ipotizzato anche lo stop all’aumento automatico delle multe legato all’inflazione.

E’ allo studio anche un sistema di potenziamento del ricorso al prefetto con una disciplina più semplice dell’autotutela per chiedere l’annullamento dei verbali errati e maggiore proporzionalità nei casi di piccoli errori nel pagamento.

Meno attese e più garanzie per chi riceve una multa. Riduzione da 90 a 30 giorni del termine per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto.

Più risorse derivanti dalle multe dovranno tornare direttamente alla sicurezza delle strade. La proposta allo studio del MIT prevede il 70% dei proventi all’ente proprietario della strada, da reinvestire in interventi per la sicurezza, e il 30% all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica.

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