Podcast – AI nella pubblica amministrazione

AIPACT

La fotografia scattata dal report realizzato nell’ambito del progetto europeo AI-PACT.

Di Michele Mavino

L’intelligenza artificiale sta progressivamente uscendo dalla fase delle sperimentazioni isolate per diventare uno dei principali fattori di trasformazione della pubblica amministrazione. In questo contesto si inserisce il report “AI e PA: Stato dell’arte, priorità e traiettorie di sviluppo 2026”, realizzato nell’ambito del progetto europeo AI-PACT (Artificial Intelligence for Public Administrations Connected) e coordinato dalla SDA Bocconi School of Management. Lo studio è uno dei più approfonditi tentativi di fotografare il reale livello di maturità delle amministrazioni pubbliche italiane rispetto all’adozione delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, offrendo al tempo stesso indicazioni operative sulle direttrici di sviluppo future.

L’aspetto più interessante del rapporto è che sposta l’attenzione dal tradizionale dibattito sulle potenzialità tecnologiche dell’AI a una riflessione più concreta sulla capacità delle organizzazioni pubbliche di governarne l’introduzione. Dalle evidenze raccolte emerge infatti come la maggior parte degli enti abbia ormai avviato sperimentazioni o progetti legati all’intelligenza artificiale, ma solo una quota limitata sia riuscita a trasformare tali iniziative in processi strutturati e misurabili. La vera criticità non sembra quindi risiedere nella disponibilità delle tecnologie o delle risorse economiche, favorite negli ultimi anni anche dagli investimenti del PNRR, ma nella presenza di adeguati modelli di governance, competenze specialistiche e sistemi di valutazione dell’impatto.

Il report evidenzia come molte amministrazioni abbiano raggiunto un livello intermedio di maturità digitale, ma continuino a mostrare difficoltà nella definizione di responsabilità organizzative chiare, nella gestione dei dati e soprattutto nella capacità di misurare i risultati prodotti dalle soluzioni di intelligenza artificiale. Si tratta di un elemento rilevante, perchè senza indicatori di performance e strumenti di monitoraggio diventa difficile comprendere se gli investimenti effettuati generino effettivamente miglioramenti in termini di efficienza, qualità dei servizi e valore pubblico.

Molto significativa è anche l’analisi dedicata al rapporto tra pubblica amministrazione e mercato GovTech. Lo studio mette in evidenza come in Italia esista un ecosistema innovativo in crescita, composto da startup e PMI capaci di sviluppare soluzioni avanzate basate sull’intelligenza artificiale, ma come persistano ancora importanti ostacoli nell’incontro tra domanda pubblica e offerta tecnologica. Procedure di procurement non sempre adeguate alle specificità dell’innovazione, difficoltà di scalabilità dei progetti pilota e una forte frammentazione della domanda pubblica rappresentano ancora fattori che limitano la diffusione delle soluzioni più innovative.

Di grande interesse per i dirigenti e i funzionari pubblici è inoltre il richiamo al nuovo quadro regolatorio europeo. L’entrata in vigore dell’AI Act e le successive strategie adottate dalla Commissione europea rendono infatti sempre più evidente come l’intelligenza artificiale non possa essere considerata esclusivamente una questione tecnologica, ma debba essere affrontata come un tema di governance pubblica. Trasparenza, supervisione umana, gestione del rischio, qualità dei dati, accountability e tutela dei diritti fondamentali diventano elementi centrali nella progettazione e nell’utilizzo dei sistemi di AI all’interno delle amministrazioni.

Il report sembra dirci che il successo dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione non dipenderà tanto dalla disponibilità di nuovi algoritmi o di ulteriori finanziamenti, quanto dalla capacità degli enti di costruire strutture organizzative adeguate, sviluppare competenze interne e adottare metodologie in grado di valutare concretamente gli effetti delle innovazioni introdotte. In altre parole, la sfida dei prossimi anni non sarà tanto introdurre l’intelligenza artificiale nella PA, quanto renderla sostenibile, governabile e realmente utile per cittadini, imprese e operatori pubblici.

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