Velocità, la riforma allo studio supera il sistema delle “fasce”

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Di Michele Mavino

Tra le novità che emergono dalla tabella delle sanzioni predisposta nell’ambito dei lavori per la riforma del Codice della strada, merita particolare attenzione la disciplina delle violazioni dei limiti di velocità. Il documento chiarisce infatti, già nelle note introduttive, che per queste violazioni viene adottato un criterio nuovo, con l’importo parametrato ai chilometri di superamento del limite, abbandonando quindi il criterio delle fasce sanzionatorie.

Si tratta di una modifica concettualmente rilevante. Nel sistema attuale dell’art. 142 CdS, infatti, la sanzione è determinata attraverso scaglioni: fino a 10 km/h oltre il limite, oltre 10 e fino a 40, oltre 40 e fino a 60 e, infine, oltre 60 km/h. Si è parlato spesso, in passato di rimodulare queste fasce, introducendone una intermedia tra i 10 ed i 40 km/h, senza però mai mettere in discussione l’impianto generale.

La soluzione prospettata dalla tabella cambia radicalmente questo meccanismo.

Il nuovo meccanismo

La proposta distingue inoltre la sanzione in funzione del tipo di strada e del limite applicabile. Per i normali limiti extraurbani — 130 km/h in autostrada, 110 sulle extraurbane principali e 90 sulle extraurbane secondarie e locali — la tabella prevede una sanzione da 10 a 40 euro per ciascun chilometro oltre il limite. A ciò si aggiungerebbe il divieto di guida per 15 giorni quando il superamento è superiore a 20 e fino a 40 km/h, per 30 giorni quando è superiore a 40 e fino a 60 km/h e per 90 giorni oltre i 60 km/h. Anche i punti seguono una progressione: 4, 6 e 8 punti nelle tre fasce indicate.

Ancora più severo sarebbe il trattamento dell’eventuale limite autostradale di 150 km/h: la sanzione viene fissata da 15 a 60 euro per ogni km/h eccedente, con divieto di guida di 30 giorni per superamenti oltre 20 e fino a 40 km/h, 60 giorni oltre 40 e fino a 60 e addirittura 120 giorni oltre 60 km/h. La decurtazione prevista è rispettivamente di 5, 8 e 10 punti.

Nei centri abitati il calcolo cambia ancora

Ancor più interessante, anche nell’ottica dell’attività della polizia locale, è la disciplina prevista per le strade urbane con limite di 50 km/h. Qui la tabella introduce due coefficienti:

da 5 a 20 euro per ogni km/h oltre il limite fino a 20 km/h di superamento; da 10 a 40 euro per ogni km/h quando il superamento oltrepassa i 20 km/h.

Il medesimo criterio viene previsto per le strade urbane nelle quali sia consentita la velocità di 70 km/h. Questo significa che la differenza tra due violazioni apparentemente vicine potrebbe diventare economicamente significativa.

Prendendo alla lettera i valori indicati nella tabella e considerando il minimo edittale per chilometro, si avrebbe, ad esempio, con limite di 50 km/h:

Velocità oltre il limiteCalcolo sul minimoSanzione risultante*
+5 km/h5 × €5€25
+10 km/h10 × €5€50
+15 km/h15 × €5€75
+20 km/h20 × €5€100
+21 km/h21 × €10€210
+30 km/h30 × €10€300
+40 km/h40 × €10€400
+50 km/h50 × €10€500
+60 km/h60 × €10€600

*È una simulazione matematica ricavata dalla formulazione della tabella, non un prontuario applicativo definitivo. Il testo definitivo della riforma dovrà chiarire con precisione le modalità di calcolo. Ed è proprio qui che emerge un primo aspetto problematico: il passaggio da +20 a +21 km/h determinerebbe, secondo una lettura letterale, un salto molto marcato, perché cambierebbe il parametro unitario applicabile. Sarà quindi essenziale verificare nell’articolato se il secondo coefficiente debba applicarsi all’intero superamento oppure soltanto alla quota eccedente i primi 20 km/h.

La riforma allo studio sembra inoltre voler separare nettamente la progressione continua della sanzione economica e progressione per soglie delle conseguenze sulla patente. Per i limiti urbani di 50 e 70 km/h, ad esempio, la tabella prevede una decurtazione di 2 punti tra 20 e 40 km/h oltre il limite, 4 punti tra 41 e 60 e 6 punti oltre 60 km/h. Il divieto di guida scatterebbe invece per 15 giorni oltre i 40 e fino a 60 km/h e per 30 giorni oltre i 60 km/h. La componente pecuniaria diventa proporzionale all’entità concreta dell’eccesso, mentre punti e divieto di guida continuano a essere collegati a determinate soglie di gravità.

Un sistema differenziato anche per categoria di veicolo

La tabella estende questa impostazione anche ai limiti propri di determinate categorie. Per i ciclomotori, ad esempio, il superamento dei 45 km/h viene sanzionato da 10 a 40 euro per ciascun km/h eccedente, indipendentemente dalla strada percorsa. Il documento spiega espressamente la scelta osservando che si tratta di un limite proprio della categoria del veicolo, per il quale non sarebbe congruo applicare il criterio riferito alla strada. Per i mezzi pesanti destinati al trasporto di cose o persone, sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali e secondarie, si arriva invece a 15-60 euro per ogni km/h oltre il limite, accompagnati da divieto di guida e decurtazione crescente fino a 8 punti.

Al di là dei singoli importi — che allo stato devono essere considerati proposte allo studio — l’elemento più interessante è quindi l’abbandono della logica secondo cui due conducenti che superano il limite in misura sensibilmente diversa possono ricadere nella stessa fascia pecuniaria. La futura sanzione tenderebbe invece a diventare “chilometrica”. Ogni km/h di superamento avrebbe un proprio peso economico. Il conducente che supera di poco il limite dovrebbe pagare sensibilmente meno di chi si colloca vicino alla soglia successiva.

Per gli organi di polizia stradale sarebbe però una rivoluzione anche sul piano operativo. Tolleranze strumentali, velocità accertata, velocità risultante dopo l’applicazione della riduzione prevista dalla normativa e numero esatto dei chilometri eccedenti diventerebbero ancora più determinanti, perché potrebbero incidere direttamente sull’importo finale della sanzione.

Va comunque ricordato che si tratta di una ipotesi inviata dal Ministero agli operatori di settore, ed è quindi suscettibile di aggiustamenti e miglioramenti. Sul piano della filosofia sanzionatoria, tuttavia, la strada sembra essere tracciata.

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