La proroga dell’affidamento diretto tra mito amministrativo e limiti codicistici

Di Luca Leccisotti
Il tema della proroga dell’affidamento diretto continua a generare fraintendimenti operativi e ambiguità interpretative, spesso alimentate da letture ministeriali eccessivamente elastiche. Il parere del MIT n. 3677/2025, che ammette la proroga degli affidamenti diretti purché “prevista nei documenti di gara”, rappresenta un esempio emblematico di confusione concettuale tra categorie incompatibili. Parlare di “documenti di gara” in assenza di gara è un ossimoro giuridico: l’affidamento diretto, per sua natura, non si struttura come procedura competitiva, bensì come scelta negoziale diretta fondata sul principio di fiducia e sulla congruità motivata della prestazione.
L’articolo 50 del d.lgs. 36/2023 disciplina l’affidamento diretto come modalità semplificata e fiduciaria di acquisizione di lavori, servizi e forniture sotto soglia. Il RUP, in tale ambito,...









