Decreto milleproroghe

ANCI Nazionale

L’ANCI riassume i contenuti di interesse per i Comuni.

Di Michele Mavino

Il decreto-legge 31 dicembre 2025 n. 200, il cosiddetto “decreto proroghe”, interviene con una serie di rinvii e aggiustamenti normativi che incidono su diversi settori di interesse per i Comuni e per l’amministrazione locale. Il provvedimento, approvato dalla Camera il 23 febbraio 2026 dopo l’esame delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio, è ora passato al Senato per la seconda lettura. La nota dell’ANCI evidenzia soprattutto le disposizioni che incidono direttamente sull’attività degli enti locali e sui servizi gestiti dai Comuni.

Nel complesso, il decreto si caratterizza per un approccio pragmatico: non introduce grandi riforme, ma interviene soprattutto per posticipare scadenze che molti enti locali avrebbero avuto difficoltà a rispettare, spesso a causa di ritardi procedurali, carenze di personale o complessità amministrative.

Una delle proroghe più rilevanti riguarda i lavori delle cosiddette “opere medie”, cioè interventi finanziati destinati alla messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture locali. Il termine per la conclusione dei lavori viene spostato al 30 settembre 2026, accogliendo le richieste di numerosi Comuni – in particolare quelli di piccole dimensioni – che hanno segnalato difficoltà nel rispettare le scadenze originarie per opere importanti come la sicurezza degli edifici scolastici, la prevenzione del rischio idrogeologico e la manutenzione straordinaria di strade e ponti. La proroga mira quindi a evitare la perdita dei finanziamenti e a consentire il completamento degli interventi programmati.

Un’altra disposizione significativa riguarda le fusioni di Comuni. Il decreto estende la durata dei contributi statali straordinari previsti per i Comuni che si sono fusi a partire dal 2014: tali contributi potranno essere erogati per sette anni aggiuntivi, anziché cinque. L’obiettivo è rafforzare gli incentivi alla fusione, considerata uno strumento utile per migliorare l’efficienza amministrativa e la sostenibilità finanziaria degli enti locali più piccoli.

Sul piano organizzativo, il decreto affronta anche il problema ormai strutturale della carenza di segretari comunali, soprattutto nei piccoli Comuni. In via temporanea, fino al 31 dicembre 2026, nei Comuni con meno di 3.000 abitanti che non riescono a coprire il posto di segretario neppure tramite reggenza, le funzioni potranno essere affidate a un funzionario di ruolo dell’ente locale con almeno due anni di servizio e in possesso dei requisiti per partecipare al concorso. Questa soluzione emergenziale è accompagnata dall’obbligo di formazione specifica e dall’obbligo per il sindaco di avviare comunque una nuova procedura per la nomina del segretario titolare.

Il decreto interviene anche su aspetti più tecnici della gestione amministrativa. Per quanto riguarda la TARI, viene concessa una proroga dei termini per la pubblicazione delle delibere relative a regolamenti e tariffe dell’anno 2025: tali atti saranno considerati tempestivi se inseriti nel portale del federalismo fiscale entro il 6 marzo 2026, con pubblicazione definitiva entro il 16 marzo. La misura è finalizzata a evitare contenziosi e problemi di efficacia delle delibere tributarie adottate dai Comuni.

Tra le altre proroghe di rilievo figurano anche quelle relative alla valutazione dei rischi negli edifici scolastici, rinviata al 31 dicembre 2026, e alla ripartizione del fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, che continuerà ad avvenire secondo i criteri attualmente in vigore fino all’introduzione di un nuovo sistema. Si tratta di interventi che mirano a garantire continuità nella gestione dei servizi pubblici locali.

Il decreto contiene inoltre alcune disposizioni che incidono indirettamente sull’organizzazione delle amministrazioni. Tra queste merita attenzione il rinvio al 1° gennaio 2027 dell’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per i soggetti che gestiscono risorse pubbliche e che sono sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti per danno erariale. La proroga concede alle amministrazioni più tempo per adeguarsi a questa nuova disciplina in materia di responsabilità amministrativa.

Ulteriori interventi riguardano settori specifici, come l’edilizia privata, il paesaggio, la gestione dei rifiuti e la riscossione delle entrate locali. In particolare, viene prorogata la possibilità di utilizzare ancora il formulario cartaceo per il trasporto dei rifiuti fino al 15 settembre 2026, mentre per i trasportatori di rifiuti pericolosi viene rinviato al 30 giugno 2026 il termine per dotarsi dei sistemi di geolocalizzazione richiesti per l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali.

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