Di Michele Mavino
La circolare INPS n. 47 del 21 aprile 2026 rappresenta soprattutto un aggiornamento tecnico degli importi economici di riferimento per le prestazioni di malattia, maternità, paternità e congedi per l’anno 2026, ma contiene anche diversi profili di interesse concreto per il pubblico impiego e, più in generale, per la gestione del personale negli enti locali.
Il documento conferma il progressivo adeguamento degli importi ai valori ISTAT e aggiorna i limiti reddituali e le soglie economiche che incidono direttamente sulla gestione delle assenze e dei congedi. Particolarmente rilevanti, anche per gli uffici personale delle amministrazioni pubbliche, sono i passaggi relativi al congedo parentale e al congedo straordinario per assistenza ai familiari con disabilità grave. La circolare chiarisce infatti che, per il 2026, il limite reddituale per ottenere l’indennità del 30% nei periodi ulteriori di congedo parentale viene fissato in 19.885,13 euro.
Ancora più significativo, in ambito pubblico, è l’aggiornamento degli importi massimi relativi al congedo straordinario previsto dall’articolo 42, comma 5, del D.lgs. 151/2001, istituto molto utilizzato anche nel comparto Funzioni Locali. La circolare stabilisce infatti che, per il 2026, il tetto massimo complessivo annuo raggiunge 57.836,96 euro, con un limite massimo di indennità pari a 43.486 euro annui e 119,14 euro giornalieri.
La circolare assume inoltre rilievo anche per il personale assunto con forme di lavoro flessibile, tema ormai molto presente anche nella pubblica amministrazione. Vengono infatti aggiornati gli importi e le aliquote applicabili agli iscritti alla Gestione separata, includendo collaboratori, figure assimilate e alcune categorie particolari come i magistrati onorari. Questo conferma come il sistema delle tutele previdenziali e assistenziali stia progressivamente uniformandosi anche per i rapporti di lavoro non tradizionali.










