Le istruzioni per i comuni per aderire alla rottamazione quinquies.

Senza titolo

di Stefano MANINA

Si segnala che sul proprio sito istituzionale l’Anci ha messo a disposizione di tutti i comuni una nota di approfondimento sulla cosiddetta Rottamazione quinquies, stilata da Ifel ( Istituto per la Finanza e l’Economia Locale ) corredata da uno schema di delibera per l’adesione secondo quanto disposto dalla legge di conversione del decreto fiscale (Dl 38/2026), attualmente in corso di approvazione definitiva alla Camera.

Infatti il Senato nella seduta del 14 maggio 2026 ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 381, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica, con il quale si dispone (art. 10- quinquies) l’estensione della procedura di accesso e gestione della definizione agevolata ai carichi degli enti territoriali.

La nota ricorda tuttavia che la norma limita l’applicazione della rottamazione quinquies ai carichi affidati dalle regioni e dagli enti locali che “nell’esercizio della propria autonoma potestà impositiva, ne abbiano previsto, con le forme prescritte dalla legislazione vigente per l’adozione dei propri atti, l’applicazione alle proprie entrate”.

In particolare la definizione riguarda tutti i debiti, tributari e non, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati a AdE-R dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre2023.

Risultano quindi potenzialmente interessate tutte le entrate comunali affidate a AdE-R, sia tributarie (IMU, Tari, Canone unico patrimoniale, ) che patrimoniali tra cui le sanzioni al codice della strada e ai regolamenti e ordinanze comunali.

La scelta di aderire a tale rottamazione deve quindi essere approvata dagli enti locali con propria delibera consiliare, avente natura regolamentare, ai sensi dell’art. 52, d.lgs. n. 446/1997 corredata dal parere dell’organo di revisione.

Tuttavia la nota ricorda che la decisione del Comune è limitata alla scelta o meno di aderire alla definizione erariale, non potendo l’ente apportare alcuna modifica ai criteri e modalità individuati dalla normativa primaria.

Sotto il profilo della tempistica la norma stabilisce che i provvedimenti adottati dagli enti creditori siano pubblicati nel sito internet istituzionale degli stessi enti e comunicati, entro il 30 giugno 2026, all’agente della riscossione.

Al riguardo Anci ha evidenziato come i tempi siano particolarmente stretti anche tenuto conto dell’ormai prossima tornata elettorale che coinvolge circa 980 Comuni, e chiede di valutare, almeno per questi enti di posporre il termine per la scelta dal 30 giugno al 31 luglio 2026.

Infine la nota illustra passaggio per passaggio quali siano Le procedure di dettaglio della definizione agevolata e propone come detto uno schema di delibera di consiglio comunale con i quali i Comuni possono stabilire di aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali in questione.

Condividi questo articolo!