Riforma Polizia Locale: l’audizione Anci in Commissione Senato.

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di Stefano MANINA

Il primo luglio il sindaco di Bari Leccesedelegato Anci alla Sicurezza e Polizia municipale, è intervenuto in audizione davanti alla Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge delega per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia locale presentando un corposo documento contenente le osservazioni, i suggerimenti e le proposte di emendamento che i Sindaci italiani hanno voluto far pervenire al Senato.

Premessa e punto di partenza fondamentale per i Sindaci è la considerazione che la Polizia locale svolge un ruolo fondamentale di prossimità e rappresenta un presidio indispensabile per la sicurezza delle comunità. Ma opera nell’ambito delle competenze attribuite dalla legge e non può essere chiamata a sostituire le prerogative e le responsabilità proprie dello Stato”

Pertanto non è corretto trasferire ai comuni funzioni che spettano alle Forze di polizia nazionali.

Parallelamente, le Polizie Locali operano sui territori con un’ampia gamma di servizi cresciuta quantitativamente e qualitativamente, nonostante un vecchio quadro normativo ordinamentale che risale a trentanove anni fa e che non facilita, sotto diversi profili, il complesso lavoro e non valorizza le competenze specifiche necessarie per il miglioramento del servizio offerto ai cittadini.

In particolare secondo i dati elaborati da ANCI si registra una crescita delle attività della Polizia Locale negli ultimi tre anni, dal 2022 al 2024, con un conseguenziale aumento del lavoro su tutti i principali fronti operativi a fronte di organici assottigliati di quasi un quinto,

In questo quadro appare imprescindibile e non più rinviabile un intervento di riforma della Polizia Locale, che costituisce la base fondamentale per verificare strumenti e modalità previste per il controllo del territorio, al fine di introdurre tutte le iniziative necessarie, razionalizzando ed ottimizzando l’uso delle risorse umane e finanziarie e le sinergie tra istituzioni e nel rapporto tra Polizie locali e le altre forze di polizia.

Fatta tale premessa il documento Anci evidenzia tre assunti fondamentali ovvero che

L’ordinamento della Polizia Locale è competenza esclusiva dello Stato così come la gestione associata delle funzioni degli enti locali a livello territoriale.

L’attività della Polizia Locale si distingue dall’attività delle Forze di polizia principalmente nell’esercizio esclusivo nel perimetro locale di riferimento

Le attribuzioni assegnate alla Polizia Locale ricomprendono le attività di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza e pertanto sono riservate in via esclusiva allo stato mentre appaiono materie di portata residuale (quindi competenza esclusiva delle regioni) quelle di polizia amministrativa locale.

A ciò si aggiunge l’inadeguatezza delle risorse peraltro dirottate per l’anno 2026 sul rifinanziamento del Fondo videosorveglianza e sul Fondo sicurezza urbana.

A livello di proposte ANCI richiede DI intervenire per potenziare il personale delle Polizie Locali con una norma dedicata per l’assunzione di nuovo personale di polizie locali e di una programmazione stabile nel tempo anche alla luce della media di età degli attuali operatori che per più della metà sono a fine carriera.

Viene poi richiesto:

  • L’istituzione di un Fondo nazionale sicurezza urbana per assunzioni polizia locale per il potenziamento del personale della polizia municipale e delle iniziative in materia di sicurezza urbana da parte dei con una dotazione pari a 100 milioni di euro, per il triennio 2026-2028.
  • La gratuità accesso alle banche dati per le Polizie Locali e l’accesso allo SDI in quanto è ritenuto oggi paradossale che per esercitare funzioni fondamentali assegnate alle Polizie Locali e per fini istituzionali sia richiesto un corrispettivo o interdetta la consultazione di dati essenziali.
  • La formazione delle Polizie locali a livello nazionale e unificato superando la dimensione regionale per garantire standard unificati e percorsi garanti a tutti gli operatori anche attraverso corsi integrati per gli operatori di polizia locale e delle forze di polizia.
  • Previdenza e tutele per la Polizia Locale con riconoscimento lavoro usurante al fine di proteggere gli operatori delle Polizie Locali, in prima linea e spesso esposti a situazioni di tensione, senza compromettere la sicurezza dei cittadini. Infatti risulta necessario procedere ad un allineamento delle tutele previste per le altre forze di polizia in quanto gli operatori della Polizia Locale affrontano rischi e responsabilità nelle attività operative comparabili a quelli delle Forze di Polizia statali, ma con tutele previdenziali e assicurative inferiori Viene quindi richiesto un regime previdenziale più favorevole, adeguate coperture per infortuni e malattie professionali e il riconoscimento del lavoro usurante. Stesse funzioni, stesse garanzie: questo è un principio di giustizia che non può più essere ignorato.
  • La distinzione delle uniformi e segni distintivi in modo uniforme a livello nazionale
  • Il superamento del limite dell’armamento non confinato al solo territorio dell’ente di appartenenza. Indicare come riferimento l’intero territorio dello Stato significa riconoscere la natura e la complessità dei compiti assegnati alle Polizie Locali snellire burocrazia e garantire uniformità e sicurezza operativa per gli agenti impegnati anche fuori dal proprio comune.

IN ALLEGATO IL DOCUMENTO ANCI PRESENTATO IN SENATO.

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3 Luglio 2026
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