Metal detector e misure di sicurezza nelle scuole.

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di Stefano MANINA

Il 28 gennaio in modo congiunto i Ministri dell’Istruzione Valditara e dell’Interno Piantedosi hanno sottoscritto una direttiva avente ad oggetto nuove misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici.

Preambolo della direttiva è il riconoscimento di tre principi fondamentali ovvero:

che la scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza;

che la formazione dei giovani e il lavoro del personale scolastico devono inoltre poter avvenire in condizioni di assoluta sicurezza;

e che tale sicurezza è la condizione della autentica libertà.

E così i due Ministri hanno pensato di fornire indicazioni per contrastare i recenti e ormai troppo frequenti fatti di cronaca relativi al:

compimento di gravi atti di violenza tra giovani,

rinvenimento di armi o di oggetti atti ad offendere all’interno o nelle immediate vicinanze delle scuole

episodi di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti.

La direttiva sottolinea come il ripetersi di tali episodi faccia emergere come purtroppo la scuola risenta delle dinamiche di disagio, marginalità e illegalità che attraversano il tessuto sociale, richiedendo una risposta istituzionale coordinata.

Viene quindi riconosciuta al necessità di affiancare alle normali  attività di presidio del territorio, di vigilanza e di intervento tempestivo delle forze dell’ordine un rafforzamento delle attività di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle Forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile.

In tale contesto i due Ministeri riconoscono come il ruolo dei Prefetti e quello dei Dirigenti scolastici assuma una centralità decisiva.

Nel concreto la circolare dispone al fine di favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici, i Prefetti, d’intesa con i Dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Tale consesso viene infatti individuato quale luogo deputato all’analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo, secondo un indirizzo unitario che tenga conto delle priorità emerse e delle esigenze rappresentate.

In tali tavoli potranno, quando necessario, essere coinvolti anche i referenti di strutture sanitarie e servizi sociali o di altre realtà istituzionali e territoriali interessate, con lo scopo di pervenire ad una conoscenza condivisa delle problematiche presenti nei diversi contesti provinciali e individuare soluzioni calibrate sulle singole realtà.

Inoltre in sede di Comitato potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità quali episodi di violenza, spaccio o bullismo l’attivazione di controlli mirati e la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio.

A tutto ciò va aggiungersi il potenziale ricorso ai metal detector da utilizzare all’ingresso delle scuole per prevenire il possesso o l’introduzione di armi nelle scuole.

Tale soluzione potrò essere adottata solo nelle situazioni più gravi, previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone.

In particolare le modalità di adozione di tali strumenti andranno stabilite in specifiche riunioni tecniche da tenersi presso le Questure con il coinvolgimento dei Dirigenti scolastici interessati.

In ogni caso l’attività di controllo attraverso tali dispositivi potrà essere affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati.

Tali iniziative dovranno essere accompagnate da un sistema strutturato di monitoraggio che consenta di verificarne le ricadute e valutare l’impatto concreto e la rispondenza alle esigenze rilevate sul territorio riconoscendo tempestivamente eventuali criticità, sovrapposizioni o lacune negli interventi, nonché di valorizzare le buone pratiche emerse a livello locale.

Sarò poi compito dei Prefetti quello di trasmettere periodicamente al Ministero dell’interno informazioni sintetiche e strutturate sulle principali iniziative che saranno promosse, sugli strumenti di prevenzione e controllo adottati, sulle forme di collaborazione attivate con le istituzioni scolastiche e sugli esiti riscontrati in termini di riduzione dei rischi e rafforzamento della percezione di sicurezza.

IN ALLEGATO LA DIRETTIVA IN COMMENTO

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