Incarichi o appalti

La PA sbaglia quando guarda al professionista e non all’oggetto del contratto.
Di Luca Leccisotti
La distinzione tra incarichi di lavoro autonomo e appalti di servizi continua a rappresentare uno dei punti più insidiosi dell’azione amministrativa, soprattutto per quelle amministrazioni che, davanti a prestazioni professionali, consulenziali, specialistiche o intellettuali, tendono a qualificare il rapporto partendo dal soggetto che esegue la prestazione, dalla natura professionale dell’attività o dalla durata del fabbisogno. È un’impostazione metodologicamente fragile. La domanda corretta non è se il prestatore sia un professionista, se la prestazione sia intellettuale, se il fabbisogno sia occasionale o ricorrente, se l’amministrazione abbia bisogno di un supporto per pochi mesi o per più anni. La domanda giuridicamente decisiva è un’altra:...









