Un rinnovo che guarda al futuro, ma la Polizia Locale attende ancora un vero riconoscimento.
Di Michele Mavino
La sottoscrizione dell’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Locali per il triennio 2025-2027 rappresenta certamente una tappa importante per oltre 430.000 dipendenti di Regioni ed enti locali. Il rinnovo arriva a pochi mesi dalla definitiva sottoscrizione del contratto 2022-2024 e conferma la volontà di accelerare i tempi della contrattazione nazionale, evitando i ritardi che hanno caratterizzato le precedenti stagioni contrattuali.
Per gli operatori della Polizia Locale, tuttavia, la valutazione non può limitarsi agli aspetti economici. È necessario interrogarsi se questo contratto riesca realmente a dare risposta alle profonde trasformazioni che negli ultimi anni hanno interessato il ruolo dei corpi e dei servizi di polizia locale.
La sensazione, almeno da una prima lettura delle novità, è che il contratto rappresenti un passo in avanti sul piano organizzativo e della modernizzazione del lavoro pubblico, ma lasci ancora irrisolte molte delle questioni strutturali che riguardano gli operatori impegnati quotidianamente nei servizi di polizia locale.
Incrementi economici e arretrati
Sul piano economico il rinnovo recepisce le risorse stanziate dalla legge di bilancio, con incrementi stipendiali medi che potranno raggiungere circa 150 euro mensili lordi, ai quali si sommeranno gli arretrati maturati dalla decorrenza del contratto. Si tratta di un adeguamento significativo rispetto agli ultimi rinnovi, anche se continua a scontare il ritardo con cui il sistema contrattuale pubblico riesce a recuperare l’inflazione degli ultimi anni. Per il personale della Polizia Locale tali incrementi producono naturalmente effetti anche sulle indennità collegate alla retribuzione fondamentale e sui trattamenti accessori disciplinati dalla contrattazione decentrata.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale
Uno degli elementi più innovativi del nuovo contratto riguarda l’introduzione di una disciplina dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli enti locali. La scelta appare particolarmente significativa anche per la Polizia Locale. Negli ultimi anni gli operatori hanno assistito alla diffusione di sistemi di lettura automatica delle targhe, piattaforme di videosorveglianza intelligente, software predittivi, verbalizzazione assistita e strumenti di analisi automatica dei dati. L’introduzione di principi contrattuali destinati a governare l’impiego di tali tecnologie rappresenta un primo tentativo di conciliare innovazione organizzativa, tutela dei lavoratori e garanzie nei confronti dei cittadini.
Il contratto sembra orientarsi verso le indicazioni che arrivano anche dall’Europa, circa una l’intelligenza artificiale che deve costituire uno strumento di supporto alle decisioni del personale e non può sostituire la responsabilità umana nell’adozione dei provvedimenti amministrativi o nelle attività di polizia.
Formazione sempre più centrale
Per la Polizia Locale il rafforzamento della formazione rappresenta probabilmente uno degli aspetti di maggiore interesse. L’attività degli operatori è ormai caratterizzata da un continuo susseguirsi di riforme legislative, nuove tecnologie, banche dati interoperabili e competenze sempre più specialistiche. Un contratto che valorizza la formazione continua costituisce un investimento necessario per garantire qualità dell’azione amministrativa e sicurezza giuridica dell’attività di accertamento. Naturalmente occorrerà verificare come tali principi saranno concretamente finanziati dagli enti, evitando che l’aggiornamento professionale rimanga affidato esclusivamente all’iniziativa personale dei dipendenti. e che si scontri con le croniche carenze di personale e la conseguente difficoltà a coprire i turni.
Lavoro agile: effetti limitati per la Polizia Locale
Le nuove disposizioni dedicate al lavoro agile e alle forme flessibili di organizzazione del lavoro avranno inevitabilmente un impatto ridotto sul personale operativo della Polizia Locale. Gran parte delle attività istituzionali — controllo del territorio, polizia stradale, polizia giudiziaria, pronto intervento e sicurezza urbana — richiedono infatti la presenza fisica dell’operatore. Diverso è il discorso per le attività amministrative svolte all’interno dei comandi, dove il lavoro agile potrà trovare maggiore applicazione, soprattutto per gli uffici verbali, il contenzioso, la gestione amministrativa e le attività di back office.
Rimane aperta la questione del riconoscimento professionale
Il vero limite del rinnovo sembra però essere un altro. Negli ultimi anni alla Polizia Locale sono state attribuite competenze sempre più ampie. Gli operatori intervengono in materia di sicurezza urbana, polizia giudiziaria, controllo dell’immigrazione, videosorveglianza, protezione civile, ambiente, edilizia, commercio, codice della strada, controlli amministrativi e supporto alle altre forze di polizia. A fronte di questo continuo ampliamento delle funzioni, il contratto non sembra introdurre un corrispondente rafforzamento degli istituti economici specifici della categoria né una revisione organica del sistema delle indennità.
Si conferma così quella distanza tra responsabilità concretamente esercitate e riconoscimento contrattuale che da anni rappresenta uno dei principali temi rivendicati dalle organizzazioni sindacali e dagli stessi comandi.
Un contratto che prepara il terreno alla riforma
La sensazione è che questo CCNL abbia soprattutto l’obiettivo di accompagnare la modernizzazione della pubblica amministrazione, lasciando però alla futura riforma della legge quadro sulla Polizia Locale il compito di affrontare le questioni identitarie della categoria. Il dibattito parlamentare sulla revisione della legge n. 65 del 1986 è infatti destinato ad assumere un’importanza ancora maggiore.
Molti degli aspetti oggi reclamati dagli operatori — tutela previdenziale, riconoscimento delle funzioni di sicurezza, disciplina dell’armamento, formazione obbligatoria, progressioni professionali e valorizzazione economica — difficilmente potranno trovare una risposta esclusivamente nella sede contrattuale.









